L'egemonia mondiale USA per forza: il secondo mandato presidenziale di Donald Trump

28.02.2026

Fallito il tentativo di rovesciare l'esito elettorale del 2020, risultato favorevole al candidato democratico J. Biden, Trump si prepara per un secondo mandato chiamando a raccolta i tanti statunitensi che si erano riconosciuti nella dottrina MAGA (Make America Great Again-Rendere l'America di nuovo grande) e che attribuirono alla inesperienza (outsider) di D. Trump e al deep state il fallimento durante il primo mandato. Il 15 novembre 2022 segna la data della sua candidatura ufficiale per la sfida elettorale prossima e riprende i temi che avevano caratterizzato il suo appoggio a candidati MAGA, oltre 200, per le elezioni di medio termine dello stesso anno.

In politica estera ("America first") Trump critica l'ingente invio di aiuti militari all'Ucraina (iniziato nel febbraio 2022), sostenendo una strategia di "nessun assegno in bianco" e mettendo in discussione il coinvolgimento degli Stati Uniti nei conflitti internazionali a scapito delle priorità interne. In questa direzione si sviluppa anche la critica della globalizzazione neoliberista, ritenuta la causa principale dell'impoverimento della classe media e produttiva sempre più impoverita.

Altro tema ricorrente è la lotta senza tregua contro il deep state. Ma cosa intende, più esattamente, Trump e il MAGA per deep state:

  • un gruppo di soggetti che definisce guardiani non dell'interesse della nazione, ma dei propri;

  • li identifica nei burocrati, nei funzionari governativi non eletti e nelle agenzie di intelligence (CIA e FBI) e nelle strutture governative operanti in giro per il mondo per promuovere democrazia e diritti (USAID) che agiscono nell'ombra, minando la volontà popolare e, soprattutto, ostacolando l'operato politico del presidente eletto.

  • Se posso dirlo, manca ogni benché minimo riferimento nei confronti dei ricchi finanziatori e del lobbismo, che in USA è consentito all'interno di regole fissate dall'alto. Solo alcuni esponenti MAGA o alcuni, cosiddetti complottisti, ai margini o fuori di esso, tentano di attenzionare il movimento.

I due temi principali, per sintetizzare, nei quali incardina la sua campagna elettorale per le presidenziali del 2024 sono, pertanto, le priorità interne agli USA e la lotta al deep state, coagulando attorno ad essi una forza elettorale rilevante che assicurerà a Trump il secondo mandato: il popolo MAGA, ben strutturato e organizzato attorno ad una rete di serbatoi di pensiero allo scopo di elaborare e pianificare le idee e le proposte di Trump. Non mancano, tuttavia, singole persone molto combattive, senza peli sulla lingua e preparate, come T. Carlson, J. Rogan e C. Kirk, solo per citarne alcuni molto noti, che daranno al MAGA una rilevante copertura mediatica e contenuti precisi e molto sviluppati, spesso critici sull'operato di Trump, per richiamarlo, inutilmente, alla coerenza iniziale.

A) IL MOVIMENTO MAGA.

The Heritage Foundation (project 2025)

Fondato nel 1973, ai tempi del presidente USA R. Nixon, per contrastare le iniziative liberal-progressiste di quel tempo, soprattutto in politica interna, e di idee conservatrici e religiose divenne importante perché attorno ad esso catalizzò numerosi thik tank, anch'essi conservatori per la libera impresa e la salvaguardia dei valori cristiani in USA. Questo termine non ha nulla a che vedere con i neocons, essendo questi ultimi molto attenti alla politica estera per salvaguardare il primato USA a livello globale. Nel 2022 la fondazione lancia l'iniziativa politica Project 2025 (o 2025 Presidential Transition Project) è un piano strategico dettagliato volto a riformare radicalmente il governo federale degli Stati Uniti in caso di una vittoria repubblicana, basandosi su una visione conservatrice e religiosa, schierandosi a tutto tondo con il MAGA. Attuale presidente è Kevin D. Roberts, che si definisce neocon pentito e sotto la sua direzione buona parte degli analisti storici della fondazione, oltre 60 senior, rigorosamente neocons, sono trasmigrati dall'ex vicepresidente M. Pence.

Obiettivi Principali

  • Espansione del Potere Presidenziale: Il piano si basa sulla "teoria dell'esecutivo unitario", che mira a concentrare ampi poteri nelle mani del Presidente, riducendo l'indipendenza delle agenzie federali e l'influenza del Congresso.

  • Smantellamento del "Deep state": Propone di licenziare migliaia di dipendenti pubblici di carriera (spesso definiti "marxisti culturali" dai sostenitori) per sostituirli con personale fedele all'ideologia del movimento.

  • Riforma delle Agenzie: Prevede lo smantellamento del Dipartimento dell'Istruzione, il controllo diretto del Presidente sul Dipartimento di Giustizia e una profonda ristrutturazione dell'FBI.

Valori Sociali e Politici

  • Agenda Conservatrice: Il documento di 900 pagine, intitolato Mandate for Leadership, promuove politiche contro l'aborto, i diritti LGBTQ+ e l'immigrazione.

  • Famiglia Tradizionale: Mira a ristabilire la famiglia nucleare come fulcro della vita americana, adottando definizioni bibliche di matrimonio.

  • Economia e Clima: Include tagli drastici ai sussidi ambientali, attacchi alla ricerca scientifica climatica e una deregolamentazione economica aggressiva.

Organizzazione

Il progetto è strutturato su quattro pilastri:

  • Mandate for Leadership: Il manuale operativo per ogni agenzia governativa.

  • Database del Personale: Una lista di candidati pre-approvati e formati per ricoprire ruoli chiave.

  • Accademia di Formazione: Corsi online per preparare i futuri funzionari.

  • Manuale dei 180 Giorni: Un piano d'azione immediato per i primi sei mesi di presidenza.

Al vertice del gruppo di progetto ci sono P. Dans , ex capo dello staff per la gestione del personale del precedente mandato Trump e S. Chretien, consigliere senior nel primo mandato di Trump e favorevole allo smantellamento del deep state.

C'è molto poco di politica estera, ma è questo Project 2025 che ha da un lato allarmato le élite neoliberiste europee e, dall'altro, ha entusiasmato conservatori ed esponenti anti sistema in Europa, facendo di Trump, i primi, un pericoloso reazionario retrogrado rispetto ai tempi e, i secondi, il salvatore e il nuovo propugnatore dei valori tradizionali dell'Occidente. Tuttavia, è noto che Trump non ha mai fatto riferimento a questo progetto come suo, pur avendo mantenuto i contatti con la fondazione e gli estensori. Questo equivoco pesa molto sulla lettura e l'applicazione in politica estera di principi trumpiani che sono, invece, inequivocabilmente neocons, anche se, come vedremo, con qualche variante.

A luglio 2024, P. Dans si è dimesso dalla carica di direttore del Project 2025 a seguito di forti critiche da parte di Donald Trump e del suo staff, che hanno cercato di prendere le distanze dal progetto a causa della sua natura controversa e delle critiche da parte dei Democratici sui diritti delle minoranze, l'aborto, il gender e la opzione "woke". Trump ha dichiarato di non conoscere i responsabili del progetto e di trovarne alcune parti "assolutamente ridicole", seppure molte di esse sono state implementate nel "nuovo" corso trumpiano, iniziato nel 2024. Il vice presidente J. D. Vance è molto in sintonia con il Project 2025.

Center for Renewing America (CRA): Guidato da Russell Vought (ex direttore del budget di Trump), si concentra sulla lotta al "Deep State" e sulla promozione di una governance ispirata al nazionalismo cristiano.

  • Conservative Partnership Institute (CPI): Funge da hub logistico e centro di formazione per il personale politico del movimento.

Center for Renewing America (CRA): Guidato da Russell Vought (ex direttore del budget di Trump), si concentra sulla lotta al "Deep State" e sulla promozione di una governance ispirata al nazionalismo cristiano.

  • Conservative Partnership Institute (CPI): Funge da hub logistico e centro di formazione per il personale politico del movimento.

E' importante a questo spunto scoprire le carte della attuale politica estera di Trump, andando ad analizzare un'altra fondazione, molto meno conosciuta in Italia. politica estera.

B) America First Policy Institute (AFPI)

E' un influente think tank conservatore fondato nel 2021 da ex funzionari dell'amministrazione Trump; si finanzia principalmente attraverso donazioni private e fondazioni, operando come organizzazione non profit 501(c)(3) che non è tenuta a divulgare pubblicamente i nomi dei propri sostenitori. Tuttavia alcune inchieste giornalistiche hanno individuato le generalità di persone fisiche ed enti che lo hanno finanziato (donatori Dark Money con finanziatori non tracciabili, il miliardario del Texas T. Dunn, la Christian Community Foundation, la Pentecost Foundation, Deason Foundation, Searle Freedom Trust e Save America PAC il comitato di azione politica (PAC) di Donald Trump. L' AFPI è allineata sul fronte dell'agenda "America First. I suoi fondatori Brooke Rollins e Larry Kudlow gestiscono una rete di ricchi conoscenti che permetteranno alla fondazione una rapida crescita economica.

  • Brooke Rollins: repubblicana, attenta ai bisogni dell'agricoltura statunitense, formatasi alla scuola del conservatorismo texano e alleata di Rick Perry e Ted Cruz. Il primo è considerato un falco neocon in politica estera e sostenitore di Ted Cruz che sostiene una difesa forte; è pro-Israele e ha posizioni dure contro Iran e terrorismo islamico. Ancora oggi è uno dei più decisi sostenitori della guerra di Trump contro l'Iran. La Rollins decide di affiancare Trump e condivide con lui il primato degli interessi nazionali, la riduzione della burocrazia federale e la fine delle "guerre eterne".

  • Larry Kudlow: repubblicano conservatore; ha condiviso alcuni aspetti della dottrina neocon. E' focalizzato sull'integrazione del potere economico nazionale con la sicurezza nazionale attraverso la fondazione AFPI. Ha sostenuto con forza la guerra in Iraq e una politica estera assertiva. Ha adottato un approccio "trumpiano", sostenendo l'uso della forza militare e delle tariffe come strumenti di pressione contro avversari come l'Iran e la Cina, definendo queste azioni parte di un "nuovo ordine mondiale" guidato dalla forza americana.

L'AFPI ha funzionato come una vera "accademia" dove molti funzionari hanno trascorso gli ultimi quattro anni nella fondazione AFPI a scrivere i dettagli tecnici delle riforme (oltre 300 ordini esecutivipronti all'uso) per evitare i ritardi burocratici del primo mandato. Sono ben 73 i funzionari entrati (porte girevoli) nell'apparato presidenziale di D. Trump.

Membri leadership AFPI che fanno parte dello staff presidenziale:

  • Pam Bondi: capo dipartimento AFPI, nominata Procuratore Generale (Attorney General);

  • Kash Patel: senior fellow AFPI, nominato direttore FBI;

  • John Ratcliff: esperto di sicurezza in AFPI, nominato direttore CIA;

  • Joshua Simmons: Precedentemente all'AFPI, ora General Counsel della CIA;

  • KeitH Kellog: Specialista AFPI, inviato Speciale per l'Ucraina e la Russia;

  • Matthew Whitaker: già Co-chair AFPI, Ambasciatore presso la Nato;

  • Kevin Hassett: Membro AFPI, Direttore del National Economic Council;

  • Stephen Miller (iniziativa Groenlandia): collabora strettamente con AFPI; vice capo staff per le politiche e consigliere per la sicurezza nazionale;

Sponsorizzati fortemente dalla fondazione ASPI:

  • Pete Hegseth: segretario della Guerra;

  • Marco Rubio: riunisce due incarichi molto importanti nel determinare la politica estera, Segretario di Stato e Consigliere per la Sicurezza Nazionale. L'AFPI ha attivamente promosso la candidatura di Rubio attraverso la sua iniziativaAmerica First Nominations, descrivendolo come il leader ideale per attuare una politica estera basata sugli interessi nazionali. L'istituto ha evidenziato come l'esperienza di Rubio al Senato lo rendesse pronto a guidare il Dipartimento di Stato verso una visione di "pace attraverso la forza" nell'ordine mondiale a guida USA per rimodellare la sicurezza globale. Sul suo pensiero di impostazione neocon, ormai non ci sono più dubbi.

Un'ultima annotazione in riferimento ai rapporti con l'Europa. Nel 2025, primo anno di presidenza Trump, alla conferenza per la sicurezza di Monaco viene inviato J.D.Vance, il quale sottoline la distanza fra USA ed Europa con un discorso tutto improntato alla politica estera MAGA, accolto dai conservatori europei e molti esponenti antisistema come la fine prossima dell'EU, la fine della immigrazione cladestina e la rinascita dei valori cristiani e tradizionali come fondamento di una nuova Europa.

Nel 2026 ha mandato M. Rubio che ha posto tutt'altre premesse, collocando in sostanza l'Europa fra i paesi amici, considerata parte dell'Occidente a guida USA in una non entusiasmante prospettiva proxy. Rubio ha portato con sé la svolta guerrafondaia e prevaricatrice di Trump con la riuscita operazione Absolute resolve in Venezuela e nella sua mente i due prossimi obiettivi Cuba e Iran. Trump (e la sua nuova amministrazione) non è "l'uomo della pace", ma l'esponente evoluto dell'ordine mondiale a guida USA.

Gerardo Rapini