5. Il Deep State (prima parte)

10.01.2026


di Gerardo Rapini

L'espressione deep state è entrato nel dibattito pubblico contemporaneo, soprattutto in ambito statunitense, dal 2016, in coincidenza con la prima elezione di Trump a Presidente USA. Si è distinta in questo senso, soprattutto, la cosiddetta ultra-destra americana (far-right / alt-right / MAGA estrema). Secondo i sostenitori di questa tesi il deep state non è solo una burocrazia lenta o conservatrice (come lo intendevano alcuni analisti in origine), ma una cospirazione vera e propria: un'élite occulta, non eletta, formata da funzionari FBI, CIA, Dipartimento di Giustizia, militari "woke", burocrati del "permanent government", media mainstream, Big Tech e globalisti che lavorerebbe per:

  • Sabotare Donald Trump e i suoi elettori

  • Proteggere un'élite pedofilo-satanista (QAnon)

  • Imporre agenda progressista/globalista (immigrazione di massa, transizione verde, controllo sociale, ecc.)

  • Rubare elezioni (2020 è il caso più famoso).

In secondo luogo, questa idea è diventata trainante nel mondo MAGA/trumpista dopo il 2017, grazie soprattutto a:

  • Steve Bannon e Breitbart (che l'hanno resa una parola d'ordine)

  • Alex Jones (che la diffondeva già da anni)

  • Donald Trump stesso, che l'ha usata centinaia di volte (anche 56 volte solo su Truth Social tra il 2023-2024, promettendo di "distruggerlo")

  • QAnon — la teoria del complotto più famosa del decennio, che pone il deep state al centro del suo mito ("cabala satanico-pedofila" che Trump combatte segretamente).

Secondo questa tesi la desecretazione dei documenti che riguardavano Epstein avrebbe ampiamente documentato innanzitutto la "cabala satanico-pedofila" e, conseguentemente, tutto il resto, con relativa resa dei conti. E' stata effettivamente attivata, ma, da quel che si sa, ben poco è emerso, se non una massa enorme di documenti con ampie e numerose nerettature, che li rendono pressoché inutilizzabili, lasciando irrisolte e insoddisfatte le aspettative.

Tuttavia, spiegare il Deep State esclusivamente nei termini di una burocrazia lenta o conservatrice è ampiamente semplicistico. L'ossatura profonda è costituita da legislatori ed esponenti importanti by-partisan, sia democratici che repubblicani; lobby che hanno alimentato anche fenomeni di corruzione attraverso finanziamenti generosi e rassicurazioni sul loro futuro ai politici e decisori attraverso il sistema delle "porte girevoli'; ONG e Fondazioni statali e non, lautamente finanziate; centri studi e pensatoi con specialisti universitari di calibro che si sono dati molto da fare al fine di giustificarne e finalizzarne l'esistenza; mezzi di informazione (giornali, riviste, TV, produzioni cinematografiche con tutto l'apparato hollywoodiano; servizi di intelligence e di polizia ed anche apparati del sistema giudiziario che, come è noto, ha una strutturazione che consente la nomina politica; centri universitari privati che usufruiscono di finanziamenti statali, (il dollaro, profuso in quantità industriale, è il carburante); apparati in stretto contatto con potentati tecnologici, anche estremi. Si tratta di un mondo molto ben strutturato, che non agisce in modo occulto o complottistico, ma è molto potente e ben orientato ideologicamente; finalizzato a promuovere, giustificare e rendere efficace la supremazia globale (ma è più comprensibile e appropriato il termine "mondiale") statunitense. Esso ha a disposizione una batteria imponente e notevole di mezzi ed ha assunto una prospettiva ideologica neo-liberista, globalista e unipolare. Non si è imposto all'improvviso, ma si è sviluppato e consolidato dagli anni Trenta del secolo scorso e durante il periodo della "guerra fredda", in contrapposizione all'URSS ed alla "espansione del comunismo", come giustificativo degli "inevitabili effetti collaterali" (leggasi: milioni di morti e di sfruttati). Possiamo senz'altro dire che il Deep State indossa l'abito del poliziotto globale che custodisce e difende la supremazia mondiale degli USA, in nome degli slogan neo-liberisti. Trump altro non sta facendo, con il suo flessibile "America first", che dismettere questa seconda parte ideologica e riaffermare la potenza degli USA, come forza militare e industriale a livello globale, avvalorando, per certi aspetti, la tesi di Wallerstein sull'imperialismo capitalistico USA, ormai all'ultimo stadio.

1. La svolta (1930-1950)

Fino alla fine degli anni Venti, gli Stati Uniti erano caratterizzati da uno Stato federale relativamente limitato, con una burocrazia ridotta e un intervento pubblico minimo nell'economia. La crisi del 1929 e la conseguente Grande Depressione produssero uno shock sistemico che mise in discussione la sostenibilità dell'ordine liberale tradizionale.

La risposta dell'amministrazione Roosevelt, nota come New Deal, segnò una trasformazione profonda: la creazione di agenzie federali permanenti, il rafforzamento della regolazione finanziaria e l'affermazione di una nuova centralità dello Stato nella gestione dell'economia. In questo contesto prese forma uno Stato amministrativo, fondato su competenze tecniche e su apparati non direttamente eletti.

La Seconda guerra mondiale accelerò e consolidò le trasformazioni avviate negli anni Trenta.

Il momento fondativo dello Stato di sicurezza nazionale fu il National Security Act del 1947, che istituì la Central Intelligence Agency (CIA), il National Security Council (NSC) e riorganizzò il Dipartimento della Difesa. Da questo momento in poi, la sicurezza divenne una dimensione permanente dell'azione statale, non più legata a singole emergenze belliche.

E' in questo periodo (anni '30) che comincia a strutturarsi un apparato onnicomprensivo e circolare che comprende:

  1. Una burocrazia permanente: Agenzie durature nel tempo; funzionari non eletti; linguaggio tecnico. ("I presidenti passano; i dossier restano").

  1. Sicurezza come giustificazione ("Cambia il nemico, ma non cambia la logica").

  2. Complesso pubblico-privato (Militare, tecnologico, finanziario, amministrativo  (" Il potere è ibrido, non solo statale").

  3. Cultura delle élite ( Think-thank, fondazioni, mezzi di comunicazione. ( "Non decidono tutto, ma ciò che è accettabile, irresponsabile, credibile. Si tratta della continuità più invisibile e più forte").

L'abbozzo del Deep State in questo periodo si struttura attorno al presidente F. D. Roosevelt (centro politico), i cui nodi sono rappresentati da R. Tugwell (1891-1979), pianificatore economico convinto che il mercato dovesse essere guidato; A. Berle, (1895-1971), docente di diritto societario, e consigliere economico di Roosevelt, che fa da ponte tra capitalismo, Stato forte e grandi corporations; M. Stoddard Eccles (1890-1977) economista, nominato da Roosvelt presidente della Federal Reserve dal 1934 al 1948, che trasforma la Fed in attore centrale (deficit spending) e rende la politica monetaria indipendente dal voto (potere tecnocratico-finanziario); J.E. Hoover, funzionario e direttore dei servizi investigativi, costruisce archivi segreti; effettua sorveglianza interna e "intelligence domestica"; è il "collante oscuro: non comanda tutto, ma sa tutto". Quest'ultimo è la figura ritenuta la più vicina al Deep State personificato.

Roosevelt fondò nel 1932 il Brain Trust (gruppo di cervelli) per ideare le riforme del New Deal, pianificare strategie e risoluzione di problemi complessi, inizialmente composto da R. Moley (1886-1975), presidente e personaggio molto vicino a Roosvelt, con la partecipazione di Tugwell e Berle, tutti provenienti dalla Columbia University. Per semplificare, nasce qui l'idea che l'esperto governa meglio dell'eletto. Va detto che ci fu un antesignano in Howard Scott e il suo movimento "Tchnate of America", che non ebbe alcun rapporto con il Deep state e finì presto nel dimenticatoio.

Agli anni 40 del secolo scorso risale il primo abbozzo dello Stato di sicurezza con H.L. Stimson (1867-1950), colonnello e repubblicano al servizio di governi democratici, secondo il quale il potere vero supera i partiti; G.C. Marshall  (1880-1959), capo di stato maggiore e segretario di stato, è considerato l'architetto dell'apparato militare moderno e uno dei primi a credere negli USA come gestore dell'ordine mondiale; A. W. Dulles (1893-1969), personaggio molto influente e direttore della CIA dal 1953 al 1961, sul quale dovremo ritornare, con maggiori dettagli, nel prossimo articolo; è considerato il ponte tra le prime iniziative degli anni '40 e il Deep State, ormai maturo; J. V. Forrestal (1892-1949), segretario alla difesa nel 1947, unifica esercito, marina e aeronautica, ossessionato dalla minaccia sovietica, indica nella sicurezza la priorità assoluta.

Non sono mancati personaggi, e fra essi anche sindacalisti, socialisti e comunisti, fuori dal sistema e oggetto di repressione preventiva, che lo hanno denunciato sin dagli inizi come pericoloso per la democrazia americana,  come: Huey Pierce Long (1893-1935) governatore della Louisiana, attaccò Wall Street e le grandi corporations; venne visto come pericolo sistemico, completamente rimosso, marginalizzato e assassinato nel 1935; C. Lindbergh, il transvolatore oceanico, eroe nazionale, anti interventista, venne espulso dal consenso delle élites, etichettato come filo-nazista, delegittimato mediante una feroce campagna mediatica che provvide a farlo sparire politicamente e, soprattutto, H. Agard Wallace (1888-1965), imprenditore agricolo e vice presidente, favorevole alla cooperazione con l'URSS e ad una riduzione del complesso militare-industriale. Questo momento viene indicato, anche se retrospettivamente, come un momento-chiave del Deep State nascente: "Il sistema non difende valori astratti, ma prevedibilità."

Infatti, finita nel 1945 la II Guerra mondiale negli USA avviene qualcosa di inaspettato. Dopo ogni guerra, l'apparato militare perdeva di importanza e veniva sciolto o ridimensionato. Non fu così dopo il 1945. Gli accordi di Yalta imponevano un'altra prospettiva: la guerra fredda e il mondo bipolare, un predominio a livello mondiale che mai gli USA avevano assaggiato e il nascente Deep State ne fu ingolosito. Nessun complotto, ma idee e organizzazione che sopravanzano ogni altra aspettativa. Ed è quello che vedremo ancora all'opera, non più solo all'interno degli USA.

Continua...  

Gerardo Rapini