Come P. Thiel vuole conquistare le menti - Una esposizione delle sue idee.

16.05.2026

di Gerardo Rapini

E' notizia recente la presentazione di un ciclo di conferenze a porte chiuse e a stretto invito invito che P. Thiel ha tenuto a Roma, organizzato in Italia dall'associazione culturale bresciana "Vincenzo Gioberti", nel mese di marzo. E'stato il terzo incontro, preceduto da altri due a S. Francisco (California-USA).

Che mi risulti, non abbiamo scritti a lui attribuiti, per poter attingere a fonti dirette. Disponiamo di informazioni di seconda mano che, tuttavia ci permettono di ricostruire il suo pensiero che ruota attorno ad argomenti oggi molto attuali: democrazia e libertà nell'era delle tecnologie più sviluppate. La sua biografia già ci offre molti ed importanti indizi, per cui è necessario coglierne alcuni aspetti.

Biografia

Nato a Francoforte nel 1967, all'età di 10 anni si è trasferito con la famiglia a Foster City in California-USA ed è naturalizzato statunitense e neozelandese. Il padre Klaus, un ingegnere chimico, si sposta molto per il suo lavoro e il bambino Peter frequenta in Sud Africa la scuola elementare dove viene apprezzato per la sua intelligenza. A 6 anni impara il gioco degli scacchi in modo eccellente. Nella sua giovinezza in California si appassiona alla fantascienza di Isaac Asimov e legge J.R.R.Tolkien. La sua biografia sottolinea una grande passione e capacità per la matematica. Durante gli studi liceali segue il pensiero di Ayn Rand, grande ammiratore di Ronald Reagan. Frequenta l'università di Stanford dove conclude gli studi di filosofia e si approccia con passione ai corsi di René Girard che influenzerà molto il suo pensiero. Gli studi di quest'ultimo sulla figura del capro espiatorio ricorrono frequentemente nelle sue conferenze. Si specializza in legge e si trasferisce a New York, dove lavora come avvocato e come trader della banca Credit Suisse. Collabora anche con William John Bennet, ministro dell'istruzione nella squadra di Ronald Reagan presidente (1985-1989). Torna in California e viene a contatto con le aziende tecnologiche della Silicon Valley ed investe in esse con i cosiddetti capitali di rischio (venture capitalist) con un primo investimento non azzeccato di un milione di dollari, rastrellato fra parenti e amici. Conosce però Max Levcin, scienziato informatico, e con lui fonda la start-up Confinity, con il core business sui pagamenti via Internet, che diventerà successivamente PayPal, venduta nel 2002 a eBay per 1 miliardo e 500 milioni di dollari. Si associa nel frattempo con Elon Musk. Nel 2003 fonda una nuova azienda, Palantir, le "pietre che vedono" del Signore degli anelli, basata sulla analisi dei dati, al servizio di agenzie governative (CIA ed FBI) e di grandi aziende (Airbus e FIAT Chrysler). Entra nel consiglio di amministrazione di Facebook nel 2004 e l'anno successivo produce un film e crea una società di capitali di rischio (Founders Fund) che investe in start-up dotate di persone intelligenti e capaci di risolvere problemi difficili.Oltre a Palantir, finanzia Airbnb, Spotify, Lyft e 3TBiosciences, una start-up mirata alla ricerca di terapie per il cancro dal sistema immunitario.

In politica, da libertario conservatore che associa "orgogliosamente" e pubblicamente al suo coming out di omosessuale, sceglie il Partito Repubblicano e sostiene Trump nella sua prima campagna presidenziale, con una donazione che supera il milione di dollari. Una volta eletto (2016-2020) Trump lo nomina nella sua squadra di transizione e lo prende con sé anche nel suo attuale secondo mandato. Abbiamo a che fare, quindi, con un ennesimo miliardiario statunitense conservatore, e per questo molto apprezzato di questi tempi negli USA e da Trump; bravo in matematica (sa fare i conti); ben preparato nel gioco degli scacchi (sa come fare le mosse giuste); amante della fantascienza e della tecnologia più avanzata al servizio della libertà; filosofo (come lo sanno essere i laureati negli USA); gioca in borsa con i capitali di rischio incentrati sulla intelligenza umana che affronta e risolve problemi difficili; in qualche modo, non sappiamo quanto, è influenzato dalla cultura biblica ebraica e cristiana, quest'ultima secondo il particolare taglio del sociologo René Girard.

Il pensiero di P. Thiel

E' importante sottolineare ancora che non abbiamo fonti dirette e complete del suo pensiero così da poter delinearne i contorni ed elaborare considerazioni critiche adeguate e conformi. Inoltre, ha un peso, da questo punto di vista, il fatto che i partecipanti alle sue conferenze sono rigorosamente invitati e firmano all'ingresso una dichiarazione di non svelare il benché minimo particolare sui contenuti sviluppati da Thiel. Probabilmente, in questo segue la stessa modalità del Bilderberg Group di cui Thiel fa parte. In rete e non solo, circola del materiale che, tuttavia, ci consente di essere a conoscenza degli spezzoni-indizi da mettere insieme.

Alcuni, e a buon motivo, individuano in un versetto del testo biblico del profeta Daniele il suo punto di partenza.

                          "Ora tu, Daniele, chiudi queste parole e sigilla questo libro, fino al tempo della fine: allora molti lo                                        scorreranno e la loro conoscenza sarà accresciuta " (12,4).

Dire che Thiel faccia esplicito riferimento alla apocalittica ebraica, mi pare azzardato, anche perché non ci sono altri riferimenti ad essa. Per Thiel è un punto iniziale ("Ogni testo è un pretesto", sosteneva Enrico Castelli, un filosofo italiano dello scorso secolo) che sottolinea due aspetti: 1. Viviamo proiettati verso un tempo nuovo; 2. il libro è sigillato e contiene tutta la conoscenza di cui abbiamo bisogno.

Quanto ai tempi nuovi Thiel fa esplicito riferimento alla figura katekontica, di colui che trattiene, da togliere di mezzo come ultima condizione prima dell'avvento dell'Anticristo.

                           "E ora voi sapete che cosa lo [Anticristo] trattiene perché non si manifesti se non nel suo tempo. Il                                      mistero dell'iniquità è già in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo colui che finora lo trattiene"                                 (2 Tes, 2,6-7)

Questo riferimento biblico toglie ogni dubbio al fatto che Thiel guarda ai tempi nostri come gli ultimi tempi, nei quali si assisterà all'ultimo combattimento contro le forze del male più oscuro rappresentato dalla figura dell'Anticristo e, poi, al trionfo del bene, identificabile nella conoscenza accresciuta di cui parla il libro del profeta Daniele.

Thiel, partendo da questi assunti, sviluppa, a mio giudizio, il suo pensiero individuando nella globalizzazione e nella ideologia democratica e neoliberista la forza del male che trattiene. Lo possiamo interpretare anche come un assist al Trump anti-globalizzazione che tanto ha affascinato la cosidetta America profonda, evangelica e conservative E' nota, a tal proposito, la frase che ripete continuamente: "la libertà è incompatibile con la democrazia". Non è difficile capire quanto queste prime considerazioni possano aver affascinato una certa destra conservatrice anche italiana.

E' necessario, pertanto, combatterla e smascherarla fino in fondo come la parte katekontica del mistero di iniquità (ingiustizia) affinché essa si riveli per quello che è: il male assoluto (l'Anticristo). Qui entra in campo la teoria del capro espiatorio di Girard.

In essa Thiel individua la capacità di far emergere la violenza maligna mediante la quale "colui che trattiene", ovvero la globalizzazione e le democrazie neoliberiste, generano confusione e impediscono di cogliere l'essenza della libertà all'individuo sottomesso:

  1. IL DESIDERIO MIMETICO (La causa) - Imitazione: Gli esseri umani non desiderano gli oggetti in modo autonomo, ma imitano i desideri altrui. Rivalità: Desiderando le stesse cose (status, beni, potere), gli individui si trasformano inevitabilmente in rivali. Contagio: L'invidia sociale si diffonde come un virus all'interno del gruppo

  2. LA CRISI SACRIFICALE (Il Problema) - Caos: La rivalità mimetica generalizzata porta al conflitto del "tutti contro tutti". Indifferenziazione: Crollano le leggi, le gerarchie e i punti di riferimento della comunità. Autodistruzione: Senza un freno, la società rischia l'estinzione a causa della vendetta continua.

  3. IL MECCANISMO DEL CAPRO ESPIATORIO (La Soluzione Arcaica) - Polarizzazione: Per salvarsi, la folla devia l'aggressività collettiva da "tutti contro tutti" a "tutti contro uno". Identikit della vittima: Viene scelto un individuo vulnerabile o eccentrico (stranieri, malati, minoranze, ma anche re o leader). Catarsi: L'uccisione o l'espulsione unanime della vittima scarica la tensione e riporta istantaneamente la pace.

  4. LA DIVINIZZAZIONE E IL MITO (L'Inganno) - Cecità della folla: I persecutori sono in totale buona fede; credono che la vittima sia l'unica vera responsabile della crisi. Sacralizzazione: Poiché la morte della vittima riporta la pace (un miracolo agli occhi primitivi), essa viene divinizzata. Istituzioni: I miti (racconti falsificati dai persecutori) e i sacrifici rituali nascono per ripetere artificialmente quella violenza che ha fondato l'ordine sociale.

  1. LA CROCIFISSIONE (La Rottura del Meccanismo) - Struttura identica: La Passione di Cristo ricalca la crisi e il linciaggio unanime (Sinedrio, Romani e folla uniti). Punto di vista ribaltato: I Vangeli non stanno con i persecutori, ma proclamano l'assoluta innocenza della vittima. Smascheramento: Svelando l'innocenza del capro espiatorio, il Cristianesimo distrugge l'efficacia del meccanismo. La violenza collettiva perde il suo potere purificatore.

  2. LA MODERNITÀ (I Nuovi Scenari) - Sensibilità per le vittime: La cultura moderna ha l'ossessione (ereditata dal Cristianesimo) di proteggere i perseguitati. Folle digitali: Il meccanismo si è trasferito online (linciaggi mediatici, cancel culture, shitstorm). Funzionamento imperfetto: Le folle moderne cercano ancora capri espiatori per scaricare l'ansia (fake news, complottismo), ma il meccanismo è debole perché la coscienza dell'innocenza della vittima riemerge sempre.

Thiel si appropria della teoria di Girard per spiegare quelli che secondo lui potremmo chiamare i meccanismi katekontici che, oggi, si manifestano anche con l'uso della tecnologia, che diventa strumento di oppressione, non di libertà. Essi devono emergere in tutta la loro essenza per essere vinti e grazie al cristianesimo non ossessivo, che rompe il meccanismo del capro espiatorio, sarà possibile il trionfo del bene che coincide in Thiel con la conoscenza accresciuta. Thiel confida assolutamente nel fatto che accrescere la conoscenza è la forza che basta a distruggere definitivamente ogni male. La nuova tecnologia del mondo che verrà non soffocherà la libertà, né strumento di qualsivoglia costrizione, ma sarà strumento efficace per risolvere problemi importanti e garanzia di prosperità, di pace e di completo esercizio di libertà.