Disagio giovanile: spontaneo o provocato?

03.05.2026
di Francesco Di Meco

 Di solito le favole iniziano con un c’era una volta, invece oggi devo utilizzare questa allocuzione per descrivere il presente ricordando il passato ed allora: 
C’era una volta la società umana che si basava sulla trasmissione dei valori, delle arti e dei comportamenti da padre in figlio in modo che il figlio potesse condurre una vita giusta osservando i principi etici immortali del diritto naturale tramandati dal genitore e supportato dall’esperienza paterna potesse farlo più facilmente. Così era realizzata l’educazione che presupponeva l’esempio, a differenza dell’insegnamento come trasmissione del solo sapere.
Questo metodo consente l’evoluzione umana secondo principi di giustizia e di orgoglio identitario, che non deve essere concepito come conflittuale ma come caratteristica di diversità che porta alla realizzazione del bene comune mettendo a frutto le proprie attitudini e capacità, la cui diversità è un dono divino.
Certo le giovani generazioni, in qualsiasi epoca siano vissute, tendono a differenziarsi da quelle che le precedono e questo permette l’evoluzione della società in cui vivono. Ma un tempo questa caratteristica non era determinata dalla conflittualità oggi presente tra giovani ed adulti. Questa conflittualità è supportata dall’incertezza del futuro che non garantisce ai giovani un lavoro stabile, la possibilità di rendersi totalmente economicamente autonomi e quindi la creazione di una famiglia, la garanzia di poter andare in pensione e non patire la fame. Insomma dalla negazione dello stato sociale conquistato nel corso della storia. Tutte queste scelte sono state assicurate alla generazione precedente, quindi nei giovani compare l’invidia nei confronti dei padri, anche se nella maggior parte dei casi il sentimento preminente resta l’amore.
In fondo in fondo c’è un risentimento, che, se poco tempo fa veniva gestito con discrezione, oggi troppo spesso si evidenzia con la mancanza di rispetto e con la violenza nei confronti dei genitori. 
Ma come può un figlio fare violenza od anche uccidere un genitore che gli ha dato la vita? Anche se il genitore è il male assoluto c’è sempre un vincolo di sangue che dovrebbe dominare sulle scelte ed i comportamenti.
Unica spiegazione è la degenerazione dell’anima, la scomparsa della spiritualità, l’esaltazione del materialismo e dell’individualismo che porta solo all’involuzione umana per cui l’uomo è dedito solo a realizzare i suoi desideri, che sono preminenti nei confronti degli altri componenti della società e portano a cancellare persino il vincolo di sangue. Ci si riduce al livello bestiale ed il più forte fisicamente elimina il concorrente più debole: il leone per accoppiarsi di nuovo non esita ad uccidere i propri cuccioli. Diversi sono gli esempi riportati dalla storia, ma una volta erano eccezioni non comportamenti comuni.
Quando è iniziato questo processo di degradazione? Quali sono le cause che hanno portato ad una simile involuzione? Sono cause naturali o questo stato bestiale è stato provocato da qualcuno e realizzato perché funzionale ai suoi interessi? 
Le domande sono tre: Quando? Come? Perché?
QUANDO:
Non andiamo molto lontano ed analizziamo quello che è avvenuto subito dopo la fine del secondo conflitto mondiale con l’affermarsi di una società mercantilistica.
Prima del secondo conflitto mondiale l’Europa era ancora la culla della civiltà ed i principi etici sacri alla tradizione erano radicati nei Popoli. Era vivo il sentimento religioso, l’amore per la famiglia, l’orgoglio identitario ed il sacrificio del singolo per il bene della comunità era scontato; quelle che oggi vengono definite dittature radicalizzarono ancor più questi sentimenti, spesso in senso nazionalista, ma gli eventi bellici portarono la gioventù europea ad abbandonare i nazionalismi ed a combattere insieme per un ideale comune, insieme sostennero la crociata contro il Bolscevismo, in Spagna tutelarono con la vita i Sacri Principi Cristiani, difesero Berlino strenuamente e furono gli ultimi ad arrendersi alle orde bolsceviche. Il sogno era quello di realizzare una Europa simile a quella rappresentata dal sacro romano Impero. La Gioventù europea ha dato la vita per difendere la culla della civiltà dall’assalto del capital-marxismo, ma fu soccombente.
Terminata la guerra il mondo fu diviso in due gradi blocchi, quello orientale gestito dal Bolscevismo, e quello occidentale in mano a quella che viene ancora definita come l’Anglo sfera. A quest’ultima facevano capo la Gran Bretagna e gli USA con guida assoluta presso la City londinese, quindi a dirigenza strettamente finanziaria. La storia ufficiale, quella scritta dai vincitori, identifica gli Yankees come i liberatori, ma di fatto la loro presenza in Europa era una vera e propria occupazione con trasformazione dei paesi occupati in colonia. La Germania fu smembrata mentre in Italia procedettero all’occupazione dei territori, all’acquisizione delle ricchezze ed all’indebitamento totale della nazione attraverso l’emissione delle Am Lire, moneta emessa dal nulla ed a debito del Popolo italiano. Ma non bastava, bisognava cambiare la radicata mentalità cattolica per affermare una società ricattabile di stampo calvinista dove tutto veniva gestito in nome del dio denaro, Mammona. Così gli Yankees cominciarono ad influenzare gli usi ed i costumi italici aiutati dalla povertà e dalla disperazione che essi stessi avevano provocato prima con i bombardamenti e poi con l’occupazione; si affermò la prostituzione , si diffuse il tabagismo tra i minori, fu cancellata la musica lirica per affermare il Rock and roll, si esaltò l’individualismo a scapito del bene comune.
COME:
La prima generazione postbellica riuscì a salvare i valori etici cattolici solo perché i loro genitori ne avevano intriso la famiglia, rimasta l’unico baluardo a difesa dell’offensiva mercantilistica. Erano ancora gli anni in cui il padre indicava al figlio che conveniva comportarsi in modo giusto, ma a breve il paradigma veniva cambiato per sostenere che era giusto comportarsi come conveniva. Questa stessa generazione fu quella che si ribellò al mondo capitalista con la creazione del Movimento Studentesco del 1968. Esso era molto pericoloso per i Finanzieri che dominavano la politica facendo eleggere in Parlamento i loro servi, nel tempo avrebbe potuto sovvertire il loro ordine, e così fu dissolto con la vecchia regola del dividi ed impera. Il Movimento studentesco fu diviso scientificamente in destra e sinistra e nel corso degli anni il nemico non era più il finanziere capitalista ma l’antagonista dell’opposta tendenza. Così mentre i Fascisti ed i Comunisti si ammazzavano tra loro si consolidò la società mercantilistica. 
Un gradissimo contributo al sovvertimento dei valori cattolici fu determinato anche dal Concilio Vaticano II del 1962; fino ad allora era il mondo che giustamente si doveva adeguare ai principi della Chiesa, perché di ispirazione divina, con il Concilio cambiò il paradigma per cui si affermò che era la Chiesa che doveva adeguarsi ai tempi. In breve fu il mondo a condizionare le scelte della Chiesa Cattolica, si dissolsero i valori morali e si aprì la strada all’affermazione in Italia di un tipo di società individualista dominata dal relativismo come quella statunitense.
Ma non bastava, bisognava controllare totalmente la gioventù legandola a qualche cosa che ne cancellasse le aspirazioni, impedisse la crescita dell’autostima e della determinazione, insomma che ne controllasse le menti ed abolisse ogni spinta spirituale per farla vivere in una bieca realtà materialistica. Ecco che si ricorre alla chimica e si affermano le droghe che già da anni erano comparse a gratificare una cerchia ristretta di politici ed intellettuali anglo-americani.
Fin dagli anni 30 del secolo scorso si diffusero in ambienti intellettuali l’uso di Mescalina e di Morfina, ma fu negli anni 50 che si diffuse l’uso di droghe psichedeliche nella West Coast americana e nel 1954 si cominciò a diffondere l’acido LSD ad opera di un gruppo di Psichiatri. Pian piano le droghe psichedeliche si diffusero enormemente, anche grazie all’aiuto della cinematografia e della musica. Hollywood era intrisa di LSD, ad esempio uno dei maggiori consumatori e pubblicizatori dei suoi potenti effetti perversi era Gary Grant. Quando i Beatles cantavano yellow submarine tutti sapevano che si riferivano alla gialla fiala di LSD.
Alla fine degli anni 60 nasceva il movimento hippie, basato su una controcultura che rifiutava il consumismo, ma contemporaneamente rifiutava anche la società tradizionale prebellica come se questì’ultima avesse agevolato la creazione della società consumistica quando l’aveva subita dopo la sconfitta bellica. Erano anni in cui regnava la confusione, in cui, mentre si manifestava giustamente contro la guerra in Vietnam, ci si faceva di Hashish ed LSD per cercare di evadere dalla realtà consumistica yankee, ma il risultato finale fu solo la tossicodipendenza di tanti giovani mentre la guerra di aggressione statunitense continuava imperterrita. A mio avviso fu in quel momento che i pochi finanzieri che dominavano il mondo capirono che le droghe riuscivano a rendere inefficaci le proteste spontanee attraverso la creazione di una realtà virtuale fatta di peace and love mentre quella vera continuava ad essere gestita da loro. E così si diffuse la dipendenza dalla Cannabis, che svolse un ruolo rilevante anche nel Movimento Studentesco e nelle varie associazioni di estrema sinistra. Non che il mondo della destra ne fosse esente, ma per lo meno era circoscritto a coloro che appartenevano alla società bene di stampo liberale e non certo a quelli che provenivano da strati sociali medio-bassi e che si definivano Destra Sociale.
Alla fine degli anni 70, dopo una stagione di stragi e scontri sociali, bisognava tornare ad una realtà calma e tranquilla per cui cambia il condizionamento dei giovani. Bisognava far scomparire ogni anelito di rivolta, ogni scelta ideologica che potesse opporsi allo status quo, così inizia un battage pubblicitario che spinge all’arrivismo, inteso come realizzazione di una posizione economico-sociale la più alta possibile, quella che garantiva la possibilità di possedere beni di lusso e mostrarsi arrivati. 
Siamo negli anni 80 ed è il momento in cui si va affermando la società dell’avere che si sostituisce a quella dell’essere, non importa chi sei e cosa hai nel cuore e nella mente ma importa solo come ti mostri agli altri. Bisognava acquisire uno stile di vita tipico del Young Urban Professional, si afferma quello che viene chiamato yuppismo fatto essenzialmente di immagine e non di contenuti. Ogni mezzo diventa lecito per raggiungere questo stato sociale, che doveva essere mantenuto con la costante attenzione alle chance opportunistiche ed ecco che compare l’utilizzo della chimica e delle droghe per restare sempre sul pezzo, sono gli anni della diffusione della Cocaina. Bisognava anche mantenere una immagine fisica consona al ruolo, lo yuppi deve essere sempre in splendida forma, un palestrato/a avvenente, ma non tutti riescono a mantenere facilmente questa immagine ed ecco che cominciano a comparire tra i giovani due patologie: l’Anoressia e la Bulimia. La prima legata al concetto che magro è bello per cui tutto ciò che ingrassa danneggia l’immagine, quindi vale la pena anche privarsi del cibo necessario alla sopravvivenza pur di sentirsi belli. La Bulimia invece è la reazione al non essere quello che vorresti far apparire per cui vieni assalito dall’ansia ed il cibo è il più potente ansiolitico, ma dura poco per cui continui ad ingozzarti, ad ingrassare ed a diventare il classico gatto che si morde la coda. 
Inizia il nuovo millennio e si va affermando una società fluida, una società caratterizzata dalla diversità normalizzata nell’uguaglianza, si afferma il mondo LGBTQ+. Il giovane è stato svuotato di ogni principio ed anelito ideale, la morale non esiste più se non quella che afferma la totale uguaglianza, una morale artefatta che, rinnegando totalmente i principi naturali, concede che la scelta del singolo sia prioritaria alle regole comunitarie e che esse possano essere cambiate a seconda della sensazione del momento. L’omosessualità da prima viene accettata e poi fatta crescere con la propaganda, i maschi vengono svuotati della virilità, intesa come determinazione e sacrificio, e resi estremamente deboli ed insicuri, tanto da aver paura anche del confronto con il sesso femminile, rifugiandosi così nell’isolamento interiore per assenza di amore vero e trasformando quello che era complicità e sostegno dell’amico in amore perverso. Contemporaneamente viene esaltata l’insita aggressività femminile, una volta espressione di difesa nei confronti del maschio più forte fisicamente, portando ad affermare l’uguaglianza totale con il maschio, che non si limita a garantire pari opportunità sociali, ma impone l’assunzione di comportamenti prettamente maschili. L’iniziativa negli approcci viene ormai presa dalle femmine, le quali restano spesso deluse dal maschio, divenuto più dolce ma totalmente svirilizzato e succube; la loro aggressività le porta alla mascolinizzazione che comporta il totale rifiuto del maschio, anche nell’attrazione fisica, che viene portata sempre più spesso verso lo stesso sesso. Ma non basta, anche da genitori si arriva ad interpretare i normali atteggiamenti indefiniti dei bambini nei confronti del sesso come scelte definitive ed a utilizzare farmaci che influiscono sulla maturazione ormonale per assecondare una tendenza infantile, si procede fino a realizzare scelte irreparabili che troppo spesso si mostrano distruttive quando i bambini diventano adulti. L’omosessualità è sempre esistita nella storia, ma mai è stata così esaltata e facilitata, è ammesso persino sentirsi in modo diverso da un giorno all’altro, così oggi sono maschio, domani sono femmina, dopodomani amo gli animali, arrivo persino ad amare carnalmente solo me stesso ed a sposarmi con il cane o con me stesso. In tutta questa farsa emerge il dramma del cambiamento di sesso, ma il nuovo sesso è spesso rifiutato nel tempo da chi lo ha subito, non riempiendo quel vuoto interiore che ha provocato la scelta irreparabile. L’Umanità ha come prima necessità l’amore verso se stesso e verso il prossimo, l’assenza di amore può portare a fraintendimenti che portano alla disperazione, l’energia che alimenta il nostro essere è l’amore ed in sua assenza si attuano scelte scellerate, tant’è vero che il suicidio giovanile è in crescita esponenziale.
PERCHE’: 
 l’attuale crisi identitaria che si esplicita nel disagio giovanile non solo è stata provocata nel tempo da chi aveva come unico scopo il controllo totale dei Popoli, il Finanziere apolide, ma è stata perpetrata non apportando soluzioni di aiuto ad una gioventù malata. Le soluzioni esistono ma bisogna realizzarle in modo che esse siano inefficaci. 
Ad esempio la lotta alla tossicodipendenza è realizzata dal Sistema Sanitario Nazionale (SSN) con scelte di facciata che nel tempo si sono dimostrate inutili se non deleterie. Mi riferisco ai Centri di igiene mentale e tossicodipendenze che di fatto sono diventati dei distributori di Metadone senza ottenere la risoluzione della problematica con il rifiuto della droga da parte del malato, anzi nella maggior parte dei casi cronicizzando la dipendenza. 
È dimostrato che per abbandonare le droghe è efficace solo un lungo percorso in Comunità Terapeutiche dedicate alla problematica, ma in Italia esistono solo Comunità private e nessuna è gestita dal SSN. Come se non ci fosse un interesse della società a recuperare alla normalità un giovane con beneficio economico della società stessa, anzi sembra che auspichi il contrario. Ne sono dimostrazione le continue campagne riemergenti alla liberalizzazione della Cannabis con la scusa che ha benefici terapeutici in alcune malattie, ma mi domando: se il farmaco per qualsiasi malattia deve essere prescritto dal Medico, perché la Cannabis deve essere liberalizzata e ridotta ad un farmaco da banco cedibile senza indicazione medica?. Questa sostanza se utilizzata in età adolescenziale in modo protratto porta a danni sul lobo frontale del cervello che determina perdita della concentrazione, della capacità di comprensione, della determinazione; tutti requisiti indispensabili sia per frequentare la scuola che per affrontare il vivere comune. Inoltre è la porta che apre il modo della tossicodipendenza e con essa della distruzione della stessa natura umana
A mio avviso per chi domina il mondo è troppo comodo avere una gioventù svuotata di ideali e di principi etici, imbelle e ripiegata su stessa nel tentativo di gestione del suo disagio, che non risolverà in assenza di concentrazione e determinazione. E’ meglio avere una gioventù che cade nella dipendenza delle droghe, nella gestione della anoressia o della buliminia, nella confusione della determinazione del sesso momentaneo, nella disperazione esistenziale che porta al suicidio. Mi riferisco a coloro che ogni anno si riuniscono a Davos ed in tale sede, inaccessibile se non a chi fa parte di una ristretta cerchia, prendono segretamente le decisioni che condurranno il mondo negli anni futuri cancellando la Democrazia e la sovranità popolare ed affermando una Tecnocrazia finanziaria.
Nel mentre mi accingo a terminare questo mio lavoro vengo a conoscenza di un evento sconcertante: una madre si getta dal balcone insieme ai tre suoi figli, determinando la sua morte immediata insieme a quella di due dei suoi figli. Superato lo sconcerto iniziale mi domando cosa può aver provocato una simile tragedia, ma ancor di più: come può una madre uccidere i suoi figli? Alla prima domanda si può rispondere con la possibile depressione della donna, magari provocata da disadattamento e/o conflitti familiari, ma in ogni caso resta lo sconcerto della fragilità di questo essere umano, il quale preferisce togliersi la vita messo di fronte a problematiche che in altri tempi sarebbero state affrontate, magari con sofferenza ma comunque affrontate e probabilmente risolte o quantomeno superate. La seconda domanda è molto più complicata perché una donna che affronta tre gravidanze in tempi in cui è più facile abortire che portarle a termine dimostra una forte volontà di maternità, una buona educazione al rispetto della vita e la disponibilità al sacrificio per tutelarla. Cosa può aver portato questa madre al rifiuto della società ed a ritenere che non solo la sua vita non valeva essere vissuta ma anche quella del suo bene più caro, i figli, non era degna di essere vissuta? Non riesco a darmi risposte se non con un'altra domanda: questo evento drammatico viene pubblicizzato dalle TV per fare odience, ma chi governa questa società e ne viene a conoscenza come può non sforzarsi per capire le motivazioni e porci rimedio per evitare che avvengono altre disgrazie simili? A mio avviso è l’ennesima dimostrazione che ormai c’è una dicotomia brutale tra il Popolo e lo Stato, quest’ultimo dovrebbe essere uno strumento a disposizione del Popolo per realizzare i suoi interessi e costruire una società dedita al bene comune, invece sono due entità contrapposte e spesso rivali con finalità ed obiettivi che non coincidono. In sostanza viene a mancare il principio di Giustizia, indispensabile per governare e realizzare le necessità proprie della natura umana; si sono dimenticati totalmente i principi etici che caratterizzano il Diritto Naturale per dar credito solo alla Costituzione che troppo spesso altera e/o rinnega gli stessi principi. In effetti non si parla più di legge giusta ma di legge costituzionale. Così inevitabilmente si crea conflittualità tra Popolo e Stato e la società che ne deriva purtroppo determina incomprensioni, sofferenze, disadattamento, disperazione che può portare al suicidio. Purtroppo la nostra è diventata una società ingiusta che permette al debole moralmente di vin