Gli abruzzesi nella colonizzazione italiana in Libia
26.05.2026

Autore: Publio Valerio
Costo: 8€
Editore: Centro Studi e Ricerca Cittadella
Collana: Il Faro
Finalmente un libro che non chiede il permesso. “Gli abruzzesi nella colonizzazione demografica della Libia” è il volume inaugurale della collana “Il Faro” del laboratorio editoriale del Centro Studi e Ricerca Cittadella, l’agile testo arriva come un fulmine nell’editoria contemporanea, troppo spesso impegnata a seppellire, condannare o tradire la storia nazionale novecentesca.
Il testo va dritto al punto e lo fa con il rigore necessario per un tema così delicato quale quello del “colonialismo”. La prefazione a cura del Centro Studi traccia una distinzione netta e necessaria tra “Impero” e “imperialismo”. Non è un dettaglio filologico, è un atto di liberazione intellettuale in un’epoca in cui la guerra delle parole e dei fraintendimenti è tutto. Restituisce all’Impero italiano il suo senso profondo di espansione civile e mediterranea, sottraendolo alla vulgata che lo confonde con il colonialismo predatorio di altre potenze. Una chiarezza che oggi scarseggia e che qui fa la differenza.
Le premesse della collana “Il Faro”, esposte nelle pagine iniziali, sono altrettanto incisive: niente retorica, solo la volontà dichiarata di riportare alla luce fatti, uomini e progetti che la cultura dominante ha preferito rimuovere o demonizzare.
Nel cuore del volume emerge poi il lavoro di ricerca più prezioso fatto dall'autore Publio Valerio (nom de plume): lo scavo paziente nelle fonti del PNF, la ricostruzione puntuale delle famiglie teatine che risposero all’appello della Quarta Sponda. Nomi che hanno partecipato concretamente all’insediamento. Non agiografia, ma storia vera, fatta di terra, fatica e volontà nazionale. Un pezzo di Abruzzo trasferito in Libia che meritava di essere raccontato per liberarci dalle infamanti accuse dell'Italia fascista che andò in Africa a depredare e terrorizzare la popolazione.
Questo volume mancava sugli scaffali. Mancava una narrazione documentata, priva di autocensure e di complessi di inferiorità, sull’apporto meridionale alla colonizzazione libica. Chi ha ancora rispetto per la verità storica e per le radici italiane farebbe bene a leggerlo. Opera meritoria, da avere in libreria e da far circolare.
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