Il quarto ingranaggio del deep state – La cultura dell'élite USA - La Fondazione Rockefeller

di Gerardo Rapini
Filantropia, capitalismo e deep state.
Nel 1620 i "Padri Pellegrini" della nave Mayflower, anglicani, approdarono in Nord America, il Nuovo Mondo alla ricerca di un nuovo inizio e per consolidarlo con una nuova chiesa, più pura (puritanesimo di stampo anglicano).
Tra il1629 e il 1643 20.000 protestanti emigrarono dall'Inghilterra per stabilire altrove un nuovo modello di società religiosa.
Ad essi si aggiunsero successivamente i Quaccheri inglesi, protestanti e austeri puritani in quanto predicavano la purezza da ogni sovrastruttura liturgica o religiosa ed erano avversi al vizio.
Giungere nel Nord America viene vissuto come se si fosse trattato di un Israele che approda in un'altra Terra Promessa, preparata da Dio, figurata già nell'Esodo biblico e riattualizzata così nella loro coscienza storica. Molti erano giovani senza famiglia, artigiani e poveri alla ricerca anche di riscatto.
Le emigrazioni del secolo successivo furono caratterizzate sia dalla ricerca di libertà religiosa di provenienza britannica, sia dalla povertà rurale di irlandesi e tedeschi, sia dalla importazione forzata di schiavi dall'Africa
La forte motivazione religiosa e missionaria, il senso profondo della proprietà privata duramente conquistata, gli intensi ritmi procreativi (i nordamericani bianchi di origine inglese erano nel 1790 l'85% della popolazione), le nuove frontiere verso ovest, la schiavitù giustificata anche biblicamente o con approccio razziale e la progressiva esclusione degli autoctoni, giustificata dal progresso inarrestabile generarono ricchezza e ostentazione di essa, accresciuta consapevolezza della nuova appartenenza e della conseguente piramide sociale che si veniva creando e strutturando. La ostentazione della ricchezza veniva per lo più calvinisticamente interpretata come segno di benevolenza da parte di Dio; la povertà, al contrario come segno della dannazione eterna già decisa dall'alto. Fra questi due estremi si fa strada anche una qualche solidarietà compassionevole di attenzione evangelica verso i poveri e gli emarginati. La nuova appartenenza il 4 luglio 1776 prese anche il nome dalla Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d'America.
La comprensione di questo fenomeno, più che in Marx, a mio giudizio, va cercata in M. Weber (cfr. soprattutto L'etica protestante e lo spirito del capitalismo, del 1905) e in W. Sombart (cfr. L'amore, il lusso e il capitalismo, del 1913).M. Weber esplicita i fondamentali della sua tesi secondo la quale, peraltro, la significanza religiosa costituisce la molla irrazionale, ovvero non dialettica, che spiega la nascita del capitalismo moderno, profondamente influenzato da fattori culturali e religiosi e, in particolare, dall'etica del protestantesimo. Il successo professionale ed economico viene interpretato come un segno del favore divino, non potendo le opere buone modificare l'essere destinato alla salvezza o alla dannazione, fissate fin dalla creazione da Dio, come stabilito dalla dottrina calvinista della predestinazione.
W. Sombart, pur prendendo le distanze da questo approccio, riconosce l'importanza di altri aspetti irrazionali, non dialettici anch'essi, come il lusso e l'ostentazione (cfr. L'amore, il lusso e il capitalismo, del 1913), che, a suo giudizio, sono all'origine dello spirito d'intrapresa e sono finalizzati anche alla ostentazione della appartenenza ai piani alti della piramide sociale.
La filantropia, intesa come atto caritatevole verso i poveri, non è emersa all'improvviso; le sue radici si sviluppano nei primi insediamenti. Alcuni coloni, divenuti ricchi e benestanti, portarono con sé valori religiosi e comunitari e fra essi l'attenzione verso i poveri con l'aiuto economico e il sostegno sociale; altri rifiutavano ogni forma di carità verso i poveri, in quanto consideravano la povertà segno della maledizione divina.
Pertanto, la prima fase della filantropia americana fu in gran parte promossa da gruppi religiosi locali che fondarono anche scuole, ospedali e ospizi per sostenere i poveri e i malati nelle loro comunità. Ancora oggi, questa dinamica spontanea di filantropia caratterizza quella che viene chiamata "America profonda", quella porzione di statunitensi, cioè, che è stata la più colpita dalla attuale globalizzazione dei mercati.
L'industrializzazione, iniziata in Gran Bretagna tra il 1760-1780 e il 1830-40, con le nuove opportunità offerte dal passaggio da una economia agricola e artigianale a industriale trovarono nel Nuovo Mondo terreno fertile. Essa offriva ampi margini di acquisizione di grandi capitali.

A. Carnegie, una delle figure più importanti e più facoltose fra gli industriali statunitensi sul finire del XIX secolo, fa da ponte fra la filantropia spontanea e una nuova tipologia più organizzata. Egli riteneva doveroso mettere a disposizione parte del capitale per opere caritatevoli, insieme ad "obiettivi strategici e a lungo termine", soprattutto in ambito scolastico e culturale mediante una propria fondazione che erogasse donazioni in denaro. Carnegie era di origine scozzese e di religione presbiteriana. I presbiteriani, così chiamati in quanto la loro chiesa si basa sugli anziani (presbiteri), adottarono la teologia calvinista sulla sovranità di Dio, sulla predestinazione e la riforma scozzese di J. Knox. Di origini umili, emigrò con la famiglia negli Stati Uniti nel 1848, dove ebbe fortuna. Non a caso pubblicò un libro titolato Il vangelo della ricchezza, nel 1889.

La svolta che professionalizzò la filantropia, unendo l'atto caritatevole e compassionevole agli affari mediante donazioni strategiche, al fine di promuovere una sempre più incisiva coesione sociale e un maggiore progresso, avvenne per opera di J.D. Rockefeller (1839-1937), devoto battista e figlio di William Rockefeller (1841-1922), protestante e primo uomo d'affari della famiglia. Egli diede vita alla Rockefeller Foundation, che si intreccerà con il deep state senza mai più lasciarlo.
LA DINASTIA ROCKEFELLER
Nel maggio del 1913 J. D. Rockefeller, arricchitosi grazie alla raffinazione del petrolio, (controllava il 90% delle relative attività) diede vita ad una fondazione filantropica: la Rockefeller Foundation, autorizzata dallo Stato di New York, per la promozione del benessere di tutta l'umanità, dotandola di un cospicuo fondo di 100 milioni di dollari, una cifra enorme per quei tempi. Era anche un fervente repubblicano. Si ritiene che la sua famiglia di origine fosse francese di religione ugonotta, protestante, fuggita in Germania e poi emigrata nel 1723 nel Nord America.(Infografica)
Molto importante fu l'incontro con F.T. Gates nel 1898. Questi era a capo della Baptist Education Society, e fece presa su Rockefeller per le sue capacità, congiuntamente, negli affari e nella filantropia. Posto a capo della fondazione, divenne il genio guida di tutte le prime donazioni.
J.D. Rockefeller ebbe 5 figli di cui uno solo maschio, J.D. Rockefeller jr. (1874-1960), anche lui repubblicano e protestante, che affiancò il padre nella cura filantropica e negli affari ed ebbe per moglie Abigail Aldrich, figlia di Nelson Aldrich, noto e influente uomo politico repubblicano, passato alla storia come voce politica delle grandi Corporations del tempo e acceso fautore della privatizzazione della Banca Centrale degli Stati Uniti d'America, la attuale FED. E' suo il progetto "segreto", in quanto ne fu il solo compilatore, di una nuova banca centrale privatizzata. Tramite Aldrich, i Rockefeller si resero ancor più conto della importanza negli affari del rapporto con la politica e con l'ambiente bancario. Da Abigail Aldrich ebbe 6 figli, conosciuti come i brothers, per via di una nuova fondazione, il Rockefeller Brothers Fund (RBF) del 1940, nata con l'obiettivo di promuovere un cambiamento sociale per un mondo più giusto, sostenibile e pacifico, tramite sovvenzioni e collaborazioni internazionali. Va detto ed è cosa nota che le leggi emanate per regolare la filantropia consentiva ampi vantaggi fiscali sul denaro investito e la non tassabilità, altrimenti molto onerosa, dei patrimoni posseduti e trasferiti nella fondazione. Tra i figli, oltre a Nelson Rockefeller (1908-1979), fervente repubblicano e noto come politico divenuto vicepresidente USA, dal 1974 al 1977, con G. Ford presidente, spicca la figura di D. Rockefeller (1915-2017), noto anche come banchiere (Chase Manhattan Bank). Fu lui a dare un forte impulso alla prospettiva internazionalista negli affari e, ovviamente, nella fondazione, investendo sempre più donazioni in ricerche e studi che, grazie alla influenza in politica, venivano presentati ai decisori politici.
LA FONDAZIONE ROCKEFELLER E IL DEEP STATE
1929-1950. La Fondazione Rockefeller decise di riorientare i propri obiettivi, quando gli USA vissero la grande crisi depressiva del 1929, i propri sforzi, fino ad alcuni anni prima più rivolti verso le scienze mediche, finanziando ricerche sulla comunicazione di massa e sul comportamento umano al fine di capire le dinamiche in atto in una società industriale in crisi. Il principio fondante questo tipo di attività scientifica era che ogni crisi presenta nuove opportunità. Questo coincise con il tentativo di arginare e superare la Grande depressione del 1929, messo in atto dal presidente Roosevelt con il processo riformistico del New Deal e con la creazione del Brains Trust (gruppo di cervelli), al quale si è accennato in un precedente articolo come il primo abbozzo del deep state. Il compito assegnato dal presidente Roosevelt al gruppo era ideare le riforme del New Deal, pianificare strategie e risolvere problemi complessi. La Fondazione Rockefeller ebbe un ruolo cruciale; sostenne i membri del gruppo; replicò il modello per influenzare le politiche pubbliche. Il nucleo originale del gruppo era composto da professori e ricercatori della Columbia University di New York, sede della famiglia Rockefeller. Furono affidati dal Roosevelt posti di top managerialità a Raymond Moley, Rexford Tugwell e Adolf Berle, che erano ben consapevoli dei programmi di ricerca per lo sviluppo delle scienze sociali finanziati dalla Fondazione Rockefeller. Nella Columbia University possiamo dire che i Rockefeller erano di casa con la loro fondazione, diventata pilastro della sostenibilità economica a lungo termine, e immobiliare, tramite la donazione di un terreno e a vari finanziamenti in attività di ricerca e integrazione della stessa Columbia University. Ancora oggi, la iniziativa Richard Rockefeller Fellowship forma leaders nel settore della filantropia e dello sviluppo sostenibile. E' con il New Deal di Roosevelt che il nascente deep state si incrocia con la famiglia Rockefeller e non si lasceranno più. La fondazione si approprierà in seguito sia della metodologia di ricerca e studio, sia del nome Brains Trust.
Il filantropismo dei Rockefeller corre veloce dopo la 2 guerra mondiale. Nel 1946 riesce a strappare a Ginevra e a Filadelfia la sede dell'ONU, portandola a New York City, con una donazione di 8,5 milioni di dollari l'11 dicembre 1946. 2 giorni dopo l'assemblea permanente decise di stabilire la sede ONU a New York. Questa decisione ha suscitato non qualche perplessità da parte di coloro che sostengono l'ipotesi, questa certamente ex-post, che l'internazionalismo del filantrop-capitalismo dei Rockefeller mirasse, controllando l'ONU, alla edificazione, nel tempo, di un nuovo ordine mondiale con l'ONU come governo ombra, una volta collocato all'ombra dei Rockefeller. La risposta di David Rockefeller nel suo libro Memoirs del 2003 un po' di ambiguità la rivela. I liberali e i conservatori si accontentarono di quanto scrisse; gli altri si sentirono confermati nella loro ipotesi. La crisi si era manifestata con un conflitto sanguinoso e mondiale; la nuova opportunità è assumere il controllo degli organismi internazionali, quali il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e la Banca Mondiale, decisi dagli accordi Bretton Woods nel 1944 e con sede a Washington e poi l'ONU con sede a New York. L'ostacolo da affrontare e sconfiggere, facendo rete con i più importanti think-tank USA, viene individuato, ideologicamente, nel social-comunismo e, geopoliticamente, nell'URSS (Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche) con cui l'anglosfera (USA e Gran Bretagna) era dovuta scendere a patti a Yalta, in una conferenza che aveva diviso il mondo in due zone principali di influenza, contrapposte fra loro (Guerra fredda) e che nell'ONU occupava un posto importante nel Consiglio di Sicurezza, con diritto di veto. La chiave di volta per i Rockefeller fu l'incontro con un giovane, molto intraprendente e ben preparato, H. Kissinger e la trentennale collaborazione con il serbatoio di pensieri (think-tank) costituito dal Council on Foreign Relations (CFR), collaborazione da estendere, per i Rockefeller che erano ferventi repubblicani, anche agli altri serbatoi di pensieri, fossero anche democratici, liberali o progressisti.
(continua)
