Il quarto ingranaggio del deep state – La cultura dell'élite USA - La Fondazione Rockefeller (seconda parte)

19.02.2026

 "Ciò che mi interessa è quello che si può fare con il potere". H. Kissinger, 1972.

Conclusa la 2 guerra mondiale, l'intero mondo cambiò volto geopolitico:

  • sia gli USA che l'URSS avevano dimostrato una caratura militare e un supporto bellico, non solo industriale ma di intelligence, a tutto campo e di notevoli capacità innovative. Ambedue le parti non smilitarizzarono a conclusione delle ostilità. Gli USA, soprattutto, vantavano la tradizione che, terminato un conflitto, l'esercito veniva quasi completamente sciolto. Per l'occasione, questa volta non avviene;

  • Il terribile utilizzo di armi nucleari con la distruzione totale, in pochi attimi, delle città di Hiroshima e Nagasaki in Giappone rafforzò nell'establishement militare e politico l'idea di possedere una forza unica e formidabile;

  • Il mondo viene diviso in due zone di influenza, una parte all'anglosfera (USA, GB, Francia), l'altra alla URSS.

  • Gran parte del resto degli Stati era ancora sotto l'influenza coloniale soprattutto europea e, pertanto, lo si poteva includere nel campo occidentale dell'anglosfera.

  • Il rimanente doveva fare ben attenzione sulla scelta di campo con il quale schierarsi. La CIA fu uno dei grandi occhi, con i quali il mondo veniva scrutato,.

  • Le organizzazioni internazionali, alle quali era affidato il compito di salvaguardare e far rispettare il diritto internazionale e sostenere lo sviluppo economico erano state delineate. Ed erano pronte all'uso. Le principali erano l' Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e la Banca Mondiale.

Il rapporto fra USA e URSS, dopo alcuni accenni distensivi subito dopo la conclusione della 2 guerra mondiale, cominciò a logorarsi soprattutto a causa dell'uso indiscriminato del diritto di veto da parte dell'URSS all'ONU e al rifiuto sovietico di prendere parte alle decisioni di Bretton Woods, relativo alla creazione del FMI e della Banca Mondiale. Si consolidò, quindi, un irrigidimento reciproco e l'URSS rispose con la creazione del COMECON nel gennaio 1949, in risposta a Bretton Woods e, soprattutto al piano Marshall statunitense di ricostruzione, annunciato nel 1947 e approvato ufficialmente un anno dopo. Il timore principale USA era che l'Europa potesse cadere in mano sovietica, attraverso l'affermazione di partiti comunisti europei, già consistenti ed agguerriti soprattutto in Francia, Italia e Grecia. In questi contesti, la scelta politica USA si concentrò sul contenimento e il contrasto ad una eventuale espansione sovietica nel mondo e segnò l'inizio della Guerra fredda.

Il progetto dei Rockefeller di un governo mondiale, tecnocratico e affarista, che sembrava a portata di mano, grazie anche alle organizzazioni internazionali, fu costretto a scegliere la strada del confronto duro contro la comunista e dittatoriale URSS, a difesa della democrazia e della libertà, fomentando da subito una forte e decisa russofobia nei mezzi di comunicazione di allora, negli Stati Uniti e in tutta la zona di sua influenza.

E' necessario aprire una finestra informativa sul rapporto che i Rockefeller negli anni '30 del secolo scorso ebbero con la Germania nazional-socialista. E' una storia controversa, ma documentata e costò ai Rockefeller una multa per non aver, diremmo oggi, rispettato le sanzioni di guerra inflitte alla Germania. E' anche oggetto di analisi critiche riguardo al coinvolgimento indiretto di capitali americani nel sostenere l'ascesa o l'economia del nazional-socialismo anche durante la 2 Guerra mondiale. Finanziarono ricerche eugenetiche, ammesse anche in USA; la Standard Oil, controllata Rockefeller, ebbe rapporti commerciali con la IG Farben, il colosso chimico tedesco che sosteneva l'apparato bellico nazista, compresi alcuni brevetti e attività commerciali che violarono il pacchetto legislativo Trading with the Enemy Act (Legge sul commercio con il nemico) emanato nel 1917. Non vennero meno, tuttavia, anche programmi di aiuto per la fuga dalla Germania di accademici ebrei. I critici, ma non tutti, sostengono, sostanzialmente, che i Rockefeller costruirono legami finanziari ed economici che, tuttavia, contribuirono a consolidare il potere nazional-socialista e la capacità bellica della Germania, obbedendo alla sole logiche del profitto e della collaborazione scientifica. Altri critici, un po' meno indulgenti, hanno sottolineato che lo stile affaristico dei Rockefeller non andava molto per il sottile. La parentesi si chiude qui.

Ritornando a bomba, si profilava all'orizzonte, subito dopo la fine della 2 guerra mondiale, una nuova crisi, questa volta, geopolitica e i Rockefeller non potevano far altro che gettar via gran parte della impostazione strategica e filantropica, ma non la metodologia e le finalità, per cogliere una nuova opportunità. Lo strumento principale al quale faranno ricorso venne individuato in serbatoio di pensieri, il think tank Council on Foreign Relations (CFR), fondato nel 1921, all'interno della Università di Harvard, membro della Ivy League, molto conosciuto, potente e che tra l'altro aveva già fruito di importanti donazioni da parte della Fondazione Rockefeller.

Il CFR, sin dalle sue origini e per gran parte della sua storia, non si era mai allineato né con il Partito democratico, né con il GOP (Grand Old Party) repubblicano. Si era da subito presentato come un'organizzazione esplicitamente sovra-partitica, con l'obiettivo di creare un consenso nazionale che superasse le divisioni tra i due partiti. Si era distinto per il suo spirito interventista, contrapposto all'isolazionismo statunitense, con una forte connotazione internazionalista già ai tempi della Società delle Nazioni, istituita nel 1920 con il Trattato di Versailles. Comprendeva, fra i suoi membri, Repubblicani internazionalisti, come Elihu Root (il primo presidente del CFR) e Henry Stimson, che sostenevano il ruolo forte e primario degli USA nel mondo e Democratici wilsoniani, sostenitori della visione di Woodrow Wilson, presidente dal 1913 al 1921, di un ordine mondiale basato sulle istituzioni internazionali e sulla irrinunciabile opzione democratica. Il CFR raccoglieva gli interventisti internazionalisti di entrambi i partiti; il suo obiettivo era assicurarsi che, indipendentemente da chi vincesse le elezioni, la politica estera americana rimanesse coerente, pro-mercato e orientata alla forte leadership globale. Diede l'avvio al sistema delle porte girevoli, fornendo consiglieri chiave democratici a Franklin D. Roosevelt, presidente USA dal 1933 al 1945 e Harry Truman, presidente dal 1945 al 1953, per pianificare il dopoguerra; fu il punto di riferimento per l'amministrazione repubblicana dal 1953 al 1961 di Eisenhower (si pensi ai fratelli Dulles; il minore dei due, Allen Dulles, (foto) è il fondatore della CIA e l'arruolatore di Werner von Braun e altri ex nazisti dopo il 1945, entrambi membri influenti del CFR e Repubblicani). Alle origini, il CFR si caratterizzava anche come centro moderato e tecnocratico.

 La sua policy non era legata ai voti nelle elezioni, ma alla convinzione che la politica estera fosse troppo importante per essere lasciata alle dispute elettorali; doveva essere gestita, invece da una classe dirigente colta e coesa. Gli studi prodotti dal CFR nel periodo1939-1941 sostenevano la tesi che l'economia americana, per sopravvivere e prosperare, necessitasse di un'area di libero scambio che comprendesse almeno l'emisfero occidentale, l'Impero Britannico e l'Estremo Oriente (dottrina della Grande Area). Tra gli artefici dell'accordo di Bretton Woods figurano molti suoi membri; Harry Dexter White, rappresentante del Tesoro USA e figura chiave, insieme all'inglese Keynes, collaborò strettamente con gli esperti del CFR per definire il sistema dei cambi fissi legati al dollaro. Il CFR sostenne con forza il ruolo della moneta statunitense come valuta di riserva mondiale inizialmente convertibile in oro. Essa avrebbe assicurato l'egemonia finanziaria degli Stati Uniti. In sintesi, l'ordine mondiale dovevano essere mantenuto da chi aveva la forza economica, finanziaria e militare per farlo. Doveva essere esclusi principi morali (è il principio-base della dottrina politica realista, ripreso da Hobbes) e con un sistema globale regolato da istituzioni multinazionali, ma a chiara guida americana.

Già nel 1930 l'influenza del CFR sui mezzi di comunicazione era profonda, anche se non ancora molto visibile, poiché si basava su un legame organico tra i proprietari dei grandi giornali e l'élite finanziaria di New York. Il CFR non cercava il giornalista di cronaca, ma il proprietario del giornale per indirizzarne l'informazione. 

Alle origini, i vertici di testate fondamentali erano membri attivi e finanziatori del Consiglio come The New York Times: la famiglia proprietaria Sulzberger, che lo controllava dal 1896,stabilì, tramite membro A.H. Sulzberger, (foto) un legame strettissimo con il CFR, agendo da ponte tra il giornale e il pensiero strategico elaborato dal CFR. Ebbe relazioni strette con la Fondazione Rockefeller, come mebro del consiglio di amministrazione dal 1939 al 1957. Sarà proprio lui a limitare clamorosamente l'attività del corrispondente estero S. Gruson, quando nel 1954 la CIA, con la quale aveva firmato un accordo di segretezza nel 1950 confermato successivamente da un suo nipote, organizzò il colpo di stato in Guatemala. Questo garantì che la linea editoriale del giornale più influente d'America fosse costantemente interventista e, in subordine, internazionalista, nonostante le roboanti dichiarazioni fondative che qualificavano il giornale come indipendente; il quotidiano rivale New York Herald Tribune, era celebrato per lo stile ricercato e di qualità; era il principale quotidiano repubblicano. O. M. Reid, proprietario e fondatore del giornale, membro del CFR

Sarà nominato anche ambasciatore degli USA in Israele dal 1959 al 1961. Il giornale divenne la voce dei Repubblicani moderati e pro-Europa, con l'obiettivo di mettere all'angolo l'ala isolazionista del partito. Vennero definiti Proprietari illuminati.

Il CFR diede inizio nel 1922 ad una propria pubblicazione sotto forma di rivista, Foreign Affairs, divenuta in breve tempo molto prestigiosa, con l'obiettivo di fornire agli editori e, in seguito, ai direttori dei radiogiornali la cornice interpretativa che ritenevano corretta per spiegare gli eventi mondiali al pubblico e con effetto a cascata, per cui ciò che veniva scritto su Foreign Affairs veniva ripreso dagli editorialisti dei grandi giornali, creando una percezione di consenso unanime sulle decisioni di politica estera. Con l'ascesa della radio negli anni '30, il CFR comprese subito il potere comunicativo del nuovo mezzo, come accadrà in seguito con la TV e la digital life (Internet), Molti dei primi commentatori radiofonici di affari esteri erano membri del Consiglio o attingevano direttamente dai briefing del CFR per i loro programmi, contribuendo a spostare l'opinione pubblica americana verso il sostegno agli Alleati ancor prima che iniziasse la Seconda Guerra Mondiale. I membri del CFR includevano i vertici delle agenzie di stampa come la Associated Press (AP). Questo permetteva di influenzare non solo il singolo articolo, ma la base stessa delle notizie che venivano poi distribuite a migliaia di testate locali più piccole in tutti gli Stati Uniti, al fine di neutralizzare il sentimento isolazionista delle province, comprese le più lontane. Il CFR introdusse la pratica degli incontri riservati tra giornalisti e diplomatici. Questo creò un rapporto di complicità: i giornalisti ricevevano informazioni privilegiate in cambio di una copertura che non mettesse in pericolo i piani a lungo termine del Dipartimento di Stato o degli interessi economici dei Rockefeller.

Uno dei membri più influenti del CFR, H. Luce, (foto) fondatore di Time, Life e Fortune, pubblicò nel 1941 il celebre editoriale The American Century (Il secolo americano). Attraverso le sue riviste, che raggiungevano milioni di persone, H. Luce utilizzò la visione del CFR per spiegare agli americani che il XX secolo doveva essere dominato dalla cultura e dall'economia degli Stati Uniti. Fu la campagna di comunicazione più efficace per preparare il terreno alla leadership globale del dopoguerra.

Mentre il conflitto era ancora in corso, il CFR iniziò a usare i media per preparare l'opinione pubblica alla pace. Vennero commissionati numerosi articoli di fondo, firmati da opinionisti noti e apprezzati, per spiegare perché la Società delle Nazioni, istituita a Ginevra in Svizzera nel gennaio 1920 con lo scopo di mantenere la pace e promuovere il benessere, aveva fallito e perché era necessaria una nuova organizzazione, quale diverrà l'ONU. Il nemico-ostacolo viene individuato nell'URSS, ancor prima della fase distensiva. Già nel1945, gli incontri di studiosi e specialisti in politica estera del CFR iniziarono a spostare gradualmente la narrazione nei media, preparando il pubblico alla fine dell'alleanza tattica con Stalin e all'inizio della contrapposizione che sarebbe sfociata nella Guerra fredda. In quegli anni, il CFR smise di essere solo un "luogo di discussione" e divenne il braccio comunicativo dello Stato, garantendo anche che la stampa americana parlasse con una sola voce in favore dell'egemonia mondiale degli Stati Uniti.

Mentre il CFR forniva le idee e le modalità efficaci di veicolo delle stesse, la Fondazione Rockefeller finanziò le ricerche economiche e sociali che dimostravano la necessità di queste istituzioni per la "pace mondiale e il progresso dei popoli". I decisori politici li attuavano, illuminati e incoraggiati da consiglieri entrati a far parte dello staff governativo con il sistema delle porte girevoli. Questo triangolo - CFR (idee), Fondazione Rockefeller (fondi), Governo (azione) - divenne il motore del nuovo ordine mondiale.

Questo ambiente accolse un giovane laureatosi a pieni voti ad Harvard all'inizio della seconda metà del ventesimo secolo, giudicato molto promettente: H. Kissinger (1923-2023).(foto)

Heinz, il suo nome di origine, nasce in una famiglia di origini ebraiche che, nel 1938, in seguito alle persecuzioni hitleriane, lascia la Germania e si stabilisce a New York. Ottenuta la cittadinanza americana nel 1943 con il nome di Henry, durante la guerra opera nel controspionaggio come traduttore dal tedesco all'inglese. Segue poi il periodo degli studi che supera brillantemente e a pieni voti ad Harvard nel 1950 e, sempre in quella università il Master of Art nel 1952 e il dottorato di ricerca nel 1954. Nel 1952 inizia a lavorare con i Rockfeller, selezionato da Nelson Rockefeller, l'unico della famiglia entrato in politica, che lo aveva incontrato in un gruppo di studio del CFR sulle armi nucleari, in un ambizioso Progetto di Studi Speciali finanziato dal Rockefeller Brothers Fund, un'altra fondazione, voluta dai fratelli Rockefeller figli di David jr, fino al 1958, per poi passare al ruolo di consulente della fondazione stessa. Come direttore del Progetto venne pubblicato nel 1961 un volume dal titolo Prospect for America che raggruppava rapporti, riconosciuti come importanti e influenti, sulla politica estera e la sicurezza nazionale degli USA. Ebbe modo di conoscere D. Rockefeller, con il quale strinse un'amicizia stretta, proficue e duratura. Questa attività lo rese una "figura centrale nel dibattito strategico americano." Condivise in toto la teoria politica realista del CFR, fino ad essere, successivamente, ritenuto il più noto e importante esponente, e la coniuga concretamente, dal momento in cui la porta girevole lo immette nella politica governativa USA, con l'assunzione diretta di responsabilità decisionali, a partire da quando Nelson Rockefeller lo presentò a R. Nixon che, eletto presidente USA nel 1969, lo scelse prima come consigliere per la sicurezza nazionale e nel 1973 divenne anche Segretario di Stato.

Nel frattempo, durante la presidenza Kennedy (1961-1963) e in conseguenza della crisi cubana del 1961, gli USA ebbero l'amara sorpresa di scoprire che l'URSS aveva conseguito la parità strategica nucleare e che, pertanto, una guerra con armamenti nucleari sarebbe stata devastante. Alcuni think tank statunitensi sostennero comunque la superiorità statunitense che doveva cogliere in un conflitto militare l'opportunità di liquidare definitivamente l'Unione Sovietica, motivandole con il conteggio di eventuali morti, che sarebbero stati quantitativamente ben maggiori nel campo sovietico rispetto a quello statunitense. Per fortuna Kennedy non li ascoltò e concordò una tregua con il premier dell'URSS Krushchev. Questo allontanò il pericolo e sarà proprio Kissinger, durante le successive amministrazioni R.Nixon-G. Ford ad iniziare il negoziato con l'URSS sul trattato SALT per la limitazione degli armamenti strategici e sul trattato ABM sui missili balistici.

Nel febbraio 1972 il presidente R. Nixon effettuò uno storico viaggio nella Repubblica Popolare Cinese, accuratamente preparato e preceduto l'anno prima da due visite, tenute segrete, di H, Kissinger, al fine di normalizzare i rapporti fra i due paesi, interrotti quando ebbe inizio la disastrosa avventura di guerra statunitense in Vietnam.

Nel 1973 non mancò di dare un'occhiata al cortile di casa degli USA, il Sud America, architettando con la complicità della CIA un colpo di stato militare e la conseguente sanguinosa caduta di S. Allende, regolarmente eletto presidente del Cile, ma inviso agli USA per le sue politiche ritenute troppo socialiste e anti USA. Che sia stato proprio H. Kissinger ad aver voluto, progettato e portato a termine il colpo di stato oggi non c'è alcun dubbio, ma a quei tempi fu adombrato e ritenuto falso. Nel 1973 gli venne conferito il Premio Nobel per la pace per aver trattato e stabilito il "cessate il fuoco" in Vietnam, che, tuttavia, non portò affatto chiudere il conflitto.

Con la fine della presidenza di G. Ford lascia la politica attiva, ma non abbandonò l'attività pubblica colmandola di studi, pubblicazioni, conferenze, dibattiti e ricevendo anche riconoscimenti prestigiosi non solo negli USA. E' stato consultato da tutti i presidenti Usa da J.F.Kennedy a J. Biden.

C'è da aggiungere che durante la sua attività politica e istituzionale non mancò di mostrare la sua gratitudine ai Rockefeller e, in particolare, al suo grande amico David Rockefeller, ( foto)  il quale si era, intanto, ben inserito nel management della Chase Bank, strettamente legata ai Rockefeller e guidata dallo zio materno W. Aldrich fino a scalarne il ruolo di presidente e CEO dal 1969 al 1980 ed espandendola a livello internazionale anche grazie a H. Kissinger, divenuto importante esponente politico e istituzionale. Nel 1955 promosse la fusione con la Bank of the Manhattan Company, fondata originariamente nel 1799 da Aaron Burr, diventando la Chase Manhattan Bank; nel 1996, mantenendo la stessa denominazione, si fuse con la Chemical Bank e nel 2000 con la J.P.Morgan & Co, trasformandola in una holding finanziaria molto potente con il nome di J.P. Morgan Chase & Co, influenzando, sostengono alcuni, in modo significativo le strategie bancarie e geopolitiche internazionali. Nel 1973 D. Rockefeller apre una rappresentanza nell'URSS e, dopo la visita di R. Nixon, diventa uno dei primi banchieri statunitensi a visitare la Cina e firmare accordi con la National Bank of China, anticipando, così, l'apertura cinese verso l'Occidente.

In modo edulcorato, ma con toni al limite del trionfalistico, il New York Times definì un binomio strategico quello di Henry Kissinger e David Rockefeller, fondamentale per l'espansione globale della Chase Manhattan Bank durante la Guerra fredda. Mentre Rockefeller guidava la banca come CEO, Kissinger utilizzava la sua influenza diplomatica per aprire mercati precedentemente inaccessibili.

Il rapporto fra i Rockefeller e Kissinger fu cementato anche da altre iniziative. Ne riporto alcune:

  • nel 1973 Rockefeller fonda la Commissione trilaterale. Kissinger è un membro-chiave. Finalità dellaTrilaterale: favorire la cooperazione tra Nord America, Europa e Giappone, creando una rete d'élite che facilitava l'espansione degli interessi economici e finanziari globali;

  • si aprì nel 1977 la porta girevole della Chase Bank dove Kissinger viene cooptato come vice presidente dell' International Advisory Committee e ne assunse la presidenza alle dimissioni di David nel 1981, agendo anche come consulente per le strategie estere della banca;

  • durante la presidenza Carter (1977-1981) i due gestirono il Progetto Aquila del 1979, in conseguenza della rivoluzione iraniana che cacciò Reza Palhavi. Kissinger, forte della sua esperienza e del suo prestigio, gestì la parte politica e diplomatica, mentre D. Rockefeller si occupava delle risorse della avventura bancaria in loco;

  • negli anni Settanta sia David Rockefeller che H. Kissinger seguirono attentamente e in particolare le vicende politiche italiane e intervenirono in prima persona quando si profilò all'orizzonte il "compromesso storico". David Rockefeller veniva ripetutamente rassicurato a fronte delle sue ansietà dal suo uomo e grande amico Gianni Agnelli, con il quale si incontrava e si intratteneva spesso su come si stesse comportando il capitalismo italiano al proposito. Henry Kissinger sappiamo che intervenne spesso e anche in modo minaccioso su A. Moro. Sui rapporti fra Rockefeller e Agnelli c'è molto e molto materiale ampiamente documentato.

  • Kissinger diventa personalità importante del Bilderberg Group, fondato nel 1954 anche con il contributo dei Rockefeller e del quale David Rockefeller è stato membro importante. Il Bilderberg si caratterizza più come club esclusivo internazionale ad invito, che come vero e proprio think thank. Organizza un incontro annuale privato, chiuso al pubblico e alla stampa che riunisce leader politici, finanziari e accademici per discutere le questioni globali.

  • Sia nella Trilaterale che nel Bilderberg compare un altro nome del deep state, molto importante: Zbigniew Brzezinski. Il solo accennare a Zbigniew Brzezinski, ( foto )figura di rilievo nei circoli di politica estera atlantici, che ha partecipato attivamente sia al Gruppo Bilderberg che alla Commissione Trilaterale ci anticipa quanto sia profonda e ampiamente ricercata la lontananza politica e strategica attuale fomentata negli Stati Uniti verso la URSS e poi la Federazione Russa poi, consolidando enormemente nell'anglosfera e fin dove ha potuto la russofobia.

Scrivere di tutte le altre fondazioni americane filantropcapitaliste dopo i Rockefeller altro non è, a parte alcune accentuazioni o indirizzi di pensiero, che ripercorrere l'influente esperienza storica della dinastia Rockefeller.