Iran-USA 2026: Operazione Ajax 2.0 + scenario venezuelano = qualcosa è andato storto?

di Gerardo Rapini
Alle 20,26 di ieri 15 gennaio, ora di Mosca, il sito news-pr@vda.com (chiedo venia per la @ al posto della a. Ho dovuto farlo per gli "standard della community") rimbalza una notizia dal canale Telegram di Intelsl@va (ritorna la @ per lo stesso motivo di prima). La segnala come "non confermata", ma la confermerà poco dopo. Si riporta che "l'ex presidente iraniano HASSAN ROUANI e l'ex ministro degli Esteri JAVAD ZARIF sono stati arrestati e posti agli arresti domiciliari" e, con il dovuto uso del condizionale, il sito interpreta timidamente questo fatto come un "rafforzamento dei conservatori in un contesto di tentato colpo di stato e minaccia di un attacco statunitense." La stessa fonte conclude la breve notizia riportando che "ZARIF era più propenso ai tradizionali compromessi con l'Occidente". Una successiva segnalazione delle 20,56 la conferma riportando un testo più dettagliato di Y. Podolyaka, ripreso dal canale Telegram Yurasumy: " Ora tutto è tornato al suo posto: gli Stati Uniti stavano preparando uno scenario venezuelano per l'Iran... L'IRGC {Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica} e il Servizio di Sicurezza stanno epurando i riformatori che avevano legami con la Cia e l'MI6. Sono in corso arresti e detenzioni di ex alti funzionari governativi..." fra cui ROUHANI e ZARIF. Per maggiori e significativi dettagli sui due nomi citati basta scorrere la loro scheda in Wikipedia.
L'operazione AJAX del 1953, ad opera della CIA, che tolse di mezzo il primo ministro Mossadegh e mise al potere lo Shah Reza Palevi, viene ripresa dal presidente serbo A. Vucic che, in una intervista ripresa dal canale Telegram "belarusian_silovik", dice: "Guardate ora, 73 anni dopo, la stessa ricetta viene usata dalla CIA e dal Mossad." Queste dichiarazioni mi hanno suggerito una parte del titolo dell'articolo.Ancora il sito news-pravda.com alle 19,57 dello stesso giorno dava un'altra notizia, ripresa da fonti occidentali non citate direttamente: "Diverse fonti occidentali sostengono che i complessi di guerra elettronica russi 14C227- Tobol sarebbero usati in Iran." Questi complessi sono stati pensati e realizzati durante l'Operazione Militare Speciale, per impedire ai satelliti Starlink di E. Musk di consentire la connessione internet all'esercito ucraino, privandolo delle comunicazioni.
Sono, a mio giudizio, informazioni che ci possono aiutare a capire cosa sta succedendo in Iran, se ulteriormente confermate e arricchite di particolari.
Ora, proviamo a mettere in fila i fatti accaduti e vediamo se ci confermano l'operazione Ajax 2.0, e lo scenario venezuelano.
- PRECEDENTI. La Repubblica Islamica dell'Iran e Israele, quest'ultimo affiancato e sostenuto dagli Usa guidati da D. Trump, si scontrano in un conflitto armato iniziato il 13 giugno 2025. Ha una durata di 12 giorni e si conclude con un apparente nulla di fatto. È evidente a tutti che la conclusione è, in realtà, una tregua. Nell'estate dello scorso anno, gli USA mettono nel mirino il Venezuela e Trump autorizza la CIA a condurre "operazioni sotto copertura" e a cercare qualche sponda nell'apparato amministrativo e militare. Viene pianificata una operazione militare imponente in uomini e mezzi che accerchia per mesi via mare lo Stato sudamericano. Il 3 gennaio 2026 viene catturato il presidente del Venezuela Maduro e portato negli USA. Trump, sorprendentemente, chiude questa operazione militare, lasciando lo stesso gruppo di potere di quando c'era Maduro nelle mani della vice presidente Delcy Rodriguez, gruppo chiaramente piegato ormai dagli Usa. Si capisce chiaramente che tocca ora alla Repubblica Islamica dell'Iran.
- IRAN. A fine dicembre iniziano le prime manifestazioni di protesta a causa delle pesanti sanzioni occidentali che hanno fortemente contribuito a rendere difficile la situazione economica e sociale. il malcontento è abbastanza diffuso. Sono pacifiche, ma i partecipanti lasciano trasparire apertamente rabbia e frustrazione. Improvvisamente cominciano a verificarsi episodi violenti che provocano morti (i numeri sono ad oggi ancora ballerini) e distruzioni di edifici in varie città della Repubblica Islamica. Uffici di polizia, banche, moschee. In Occidente tutto questo viene visto come una aperta ribellione del popolo iraniano contro il regime teocratico degli Ayatollah. Il governo iraniano denuncia, invece, l'infiltrazione di soggetti estranei e violenti e inizia a mettere in campo misure di contenimento, per impedire che possa verificarsi un cambio di regime. Internet viene oscurato in tutto il paese, così da rendere difficili le comunicazioni tra gli stessi infiltrati e con agenti del Mossad israeliano che viene accusato di fornire, finanziare e indirizzare le violenze al fine di indebolire il regime. E. Musk mette a disposizione dei manifestanti-rivoltosi, gratuitamente, la connessione internet mediante la rete dei satelliti Starlink, che, tuttavia, cominciano da subito a manifestare malfunzionamenti dovuti a disturbi sulla frequenza di origine sconosciuta (o provocati dal sistema russo di guerra elettronica "Tobol", considerato che esso è in grado di fornire anche le coordinate dei terminali utilizzati a terra?). Infatti, vengono effettuati arresti molto precisi ed efficaci. Le violenze si riducono e perdono l'iniziativa . Le manifestazioni in molte città iraniane e con grande partecipazione, sono di sostegno governativo.
- Gli arresti eccellenti? Le notizie sono confermate. Quando sono avvenute non è ancora del tutto chiaro. Tuttavia, si può dedurre che, trattandosi di funzionari vicini all'Occidente, per ora giornalisticamente collegati al tentativo di colpo di stato, che siano proprio loro i contatti della CIA, come è avvenuto con l'operazione Ajax del 1953 e, a questo punto, possiamo tranquillamente immaginare uno scenario venezuelano per quanto riguarda il gruppo dirigente che andrebbe a sostituire, senza troppi scossoni, il precedente e, soprattutto senza grandi e pericolose azioni di guerra.
- OPERAZIONI MILITARI. Mentre gli osservatori cercano di figurare scenari di prontezza al combattimento, non si notano grandi movimenti nella prima decade di gennaio. Le manifestazioni antigovernative hanno perso slancio. Israele sposta qua e là i sistemi di difesa aerea che gli specialisti valutano come poca cosa a fronte della potenza balistica dimostrata in precedenza dalla Repubblica Islamica dell'Iran; pochi movimenti di truppe e di aerei e il sud del Libano sotto pressione. Così gli USA; qualche nave qui e là, avvisi di lasciare l'Iran; un pò di "svuotamento" delle basi militari in Medio Oriente; insomma nulla di imponente. All'improvviso, nella notte tra il 13 e il 14 gennaio tornano a rullare forte i tamburi di guerra. Israele apre i rifugi per la popolazione e allerta gli ospedali. L'Iran chiude il proprio spazio aereo ai voli commerciali fino al mattino; l'esercito è pronto, ai posti di combattimento. Gli USA inondano i canali Telegram di messaggi definitivi di prossimi attacchi che si rincorrono. Il mattino del 14 gennaio torna la calma più assoluta. Trump dichiara che gli USA non attaccheranno perché gli Ayatollah hanno detto che non eseguiranno le condanne a morte, senza fornire una minima fonte e in un tweet l'ambasciata americana in Sud Africa ha usato parole di fuoco per la presenza dell'Iran nelle esercitazioni militari dei BRICS nella proprie acque.
Possiamo concludere, in attesa di nuovi sviluppi, che, intanto, l'operazione Ajax 2.0 e una riproposizione, seppur adattata, dello scenario venezuelano sono fallite? oppure dice bene il Wall Street Journal, sul quale si è scritto che Trump potrebbe stare deliberatamente rimandando l'attacco contro l'Iran, perché, secondo i suoi consiglieri, Washington avrà bisogno di più potenza militare in Medio Oriente sia per attaccare che per proteggere? oppure valgono di più queste parole di Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca, pronunciate nella giornata di ieri: " Quello che dirò riguardo all'Iran è che il presidente e il suo team hanno comunicato al regime iraniano che se gli omicidi continueranno ci saranno gravi ..."? oppure, semplicemente, qualcosa è andato storto?
Gerardo Rapini
