Sergio Saraceni: Da Parigi ad Holliwood
con prefazione di L. Copertino, CSRC Cittadella, Collana Pneuma, Pescara 2026, pp. 167


di Gerardo Rapini
Ho ricevuto questo racconto in forma romanzata, costruito dall'autore attorno agli avvenimenti che hanno riguardato due scrittori francesi da me letti e amati in gioventù, Pierre Drieu La Rochelle (1893-1945) e Robert Brasillach (1909-1945). E' ambientato negli anni a ridosso del 1945, quando, conclusa la Seconda Guerra Mondiale, iniziò la caccia e la cattura, non solo in Francia e spesso conclusa con la pena di morte, anche dopo processi la cui sentenza era già stata scritta prima, di molti fra coloro che erano accusati di collaborazionismo con i tedeschi occupanti. Drieu La Rochelle concluse la sua vita con il suicidio e Brasillach con il processo e la condanna a morte, nonostante importanti personalità bipartisan del tempo avessero sostenuto con la loro firma la richiesta di grazia, avanzata al presidente De Gaulle, per meriti culturali. Tuttavia, la finzione letteraria suggerisce a Saraceni un altro esito, che, devo riconoscerlo, mi ha meravigliato e spinto nella lettura tutta d'un fiato del racconto, che, di per sé, è agile.
Infatti, grazie all'intervento di Maurras, che organizza la loro liberazione e la partenza verso gli Stati Uniti, i due, sotto falso nome e come marinai, vengono imbarcati nella nave che li avrebbe trasportati e giungono a destinazione dove vivranno fino alla fine naturale della loro vita. Non voglio togliere al lettore la scoperta, attraverso la lettura, di come questa nuova vita di sopravvivenza, vissuta soprattutto ad Hollywood e da qui il titolo e il sottotitolo del libro, viene raccontata da Saraceni. Di sicuro è agganciata alla loro esperienza precedente vissuta in Francia, sulla quale Saraceni si sofferma a lungo; non hanno dimenticato la loro amicizia e il loro sforzo di comprendere e vivere momenti appassionati attorno alle nuove idee che erano circolate nel ventennio precedente lo scoppio della guerra. La prima parte del racconto, per l'appunto, si svolge soprattutto a Parigi, dove Drieu La Rochelle e Brasillach godevano di un posto importante nella cultura letteraria francese dl tempo. Erano conosciuti ed apprezzati: il primo, più incline verso una vita sregolata e combattuta; il secondo più composto e attento. I dialoghi fra loro, un pò asciutti, offrono le chiavi per comprendere la loro amicizia, le esperienze comuni e le idee che sviluppavano attorno al "Fascismo immenso e rosso" e per "combattere il declino". La prefazione di Luigi Copertino, tuttavia, ambienta, con ricchezza di particolari, la loro vita nel contesto storico del tempo.
Vorrei concludere tornando alla finzione letteraria e allo stupore che in me ha suscitato la presenza improvvisa e decisiva di Maurras, cosa che non collimava affatto con le mie conoscenze storiche, per cui l'avevo colta totalmente come, appunto, una finzione letteraria, così come tante altre sono attestate dal genere romanzato. Ho interpellato l'autore che mi ha confermato questa suggestione nel caso di Drieu La Rochelle e Brasillach, oggetto del racconto. Tuttavia mi ha accennato a fonti testimoniali che sostengono la tesi per cui Maurras si spese molto per cercare di salvare più vite possibili. Come lo fece e in quali contesti resta sconosciuto.
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