Trump, tra MAGA e DEEP STATE: egemonia unipolare in salsa repubblicana. Primo mandato 2016-2020.

26.02.2026

L'urgenza e la rapida evoluzione di alcuni avvenimenti recenti (Venezuela, Cuba, Iran) mi impongono di affrontare il personaggio Trump, rimandando a tempi successivi i passaggi, seppur importanti, che ancora mancano, per concludere la prima parte, tutta dedicata all'ordine unipolare USA: le ONG, il doppio standard e le organizzazioni internazionali. Quanto avvenuto e sta avvenendo in Ucraina, secondo me, può essere meglio compreso se visto all'interno del nascente mondo multipolare. Per questo, fino ad ora, non l'ho presa in considerazione.

Trump viene eletto 45° presidente USA nel 2016, sconfiggendo inaspettatamente Hillary Clinton e succede al presidente uscente B. Obama.

Da un punto di vista geopolitico da quale parte è schierato? Quanto ha difeso il suo isolazionismo in politica estera nella scelta di collaboratori di governo e consiglieri senior? Quanto ha fatto valere la sua dottrina isolazionista in politica estera? E' stato inconsapevole del fatto che il suo governo era in mano totalmente al deep state? Si è fidato troppo del GOP (Partito repubblicano)? Sapeva che i suoi principali collaboratori erano neoconservatori in politica estera? Sono domande, secondo me, cruciali.


Alcuni dati:

Primo mandato 2016-2020: lo staff di governo di Trump per la politica estera.

    M. PENCE (vice presidente): repubblicano e neocon. Unisce valori sociali conservatori a una politica estera interventista, distanziandosi dalla dottrina "America First" trumpiana, più isolazionista. Sostiene il ruolo attivo degli USA, come leader del mondo libero. Con i principali serbatoi di pensieri conservatori lo lega la stretta sinergia operativa durante i suoi incarichi politici.Ha collaborato in particolare con: Heritage Foundation, il principale serbatoio di idee e di personale per il governo. Pence è stato il ponte principale tra il movimento conservatore tradizionale e l'ala populista di Trump; Hudson Institute, la sua piattaforma preferita per la politica estera, che con Pence condivide e approfondisce la comune difesa della leadership globale degli USA e una linea di massima fermezza contro gli avversari geopolitici degli USA; Young America's Foundation (YAF), di orientamento reaganiano con la quale non ha mai interrotto i contatti. Ha svolto anche attività lobbistica nell'ambito dell'influenza politica e della pressione legislativa. Trump ne era a conoscenza?

R.W. TILLERSON (segretario di stato 2017-2018): repubblicano tradizionalista ed esponente della dottrina realista in politica estera. Ha definito Trump "indisciplinato". Presidente e amministratore delegato di EXXON MOBIL. Ha fatto parte del consiglio di amministrazione del Center for strategic and international Studies (CSIS), e consigliere politico dello stesso; nel suo curriculum un po' di filantropia non guasta in quanto presidente nazionale dei BOY SCOUTS USA, dal 2010 al 2012. Il realismo in politica estera si fonda sulla leadership globale degli USA. Trump sapeva o per lui era sufficiente in quanto uomo bravo negli affari?


    M. POMPEO (capo della CIA 2017-2018), segretario di stato 2019-2020): sostituisce Tillerson. Repubblicano tradizionalista, difensore dei valori religiosi e fervente sionista: è sua la frase su Israele: "Sono fiducioso che il Signore sia all'opera qui (in Israele)". Si definiva fedelissimo di Trump. In realtà è noto per la sua postura di "falco", di sostenitore del realismo in politica estera, con una certa accentuazione sui valori morali, e condivideva, accentuandole, le posizioni interventiste del GOP (Partito Repubblicano). Mostra una piena affinità ideologica con l'Hudson Institute che è per lui la base operativa per mantenere la sua influenza politica e preparare il terreno per le sfide future, con una strategia focalizzata quasi esclusivamente sulla sicurezza nazionale e la politica estera mediante discorsi di "altissimo profilo"; Pompeo lo ha utilizzato per promuovere gli Accordi di Abramo e la politica di "massima pressione" sull'Iran; promosse con Trump e seguì personalmente l'attentato a Soleimani; le porte girevoli le faceva girare all'impazzata. 

    Ha ricevuto donazioni elettorali dalle Industrie Koch ed è definito l'uomo dei Koch-Kansas. I Koch sono anche finanziatori dell'Hudson Institute e non hanno mai manifestato grandi simpatie per Trump. "West Point Mafia" si riferisce a un ristretto e potente gruppo di diplomati dell'accademia militare di West Point (classe 1986) che hanno occupato posizioni di vertice nell'amministrazione Trump, con M. Pompeo come figura centrale. Di questo gruppo, oltre a Pompeo, fanno parte anche M.T. Esper (classe 1986) che Trump nominerà segretario alla difesa (2019-2020); in questo caso, la nomina di M. Pompeo ha segnato un momento storico: per la prima volta due compagni di classe dell'accademia militare di West Point guidavano contemporaneamente il Dipartimento di Stato e il Pentagono; Brian Bulatao (Classe '86): sottosegretario di Stato per il Management, socio fondatore con Pompeo della Thayer Aerospace (lobbismo?) e stretto collaboratore di Pompeo alla CIA come direttore operativo. La forza di questo gruppo risiedeva nella lealtà assoluta e in una visione del mondo plasmata dalla disciplina militare e dal conservatorismo della Guerra Fredda. Trump sapeva?

J. Mattis (Segretario alla difesa-Pentagono 2017-2018): ex alto ufficiale dell'esercito USA (è stato a capo del CENTCOM-Central Command dell'esercito USA dal 2001 al 2012); repubblicano e neocons; strenuo fautore dell'ordine mondiale guidato dagli USA; terminata la carriera militare viene, scandalosamente, assunto dalla Theranos, azienda farmaceutica in affari con i dipartimenti di marina e difesa USA. Il caso giudiziaro Mattis-Theranos (2013-2015) è spesso citato come esempio del fenomeno delle "porte girevoli" e del pericolo costituito dal lobbismo tra vertici militari e aziende private, come anche della vulnerabilità di figure di alto profilo di fronte a truffe tecnologiche sofisticate in settori al di fuori della loro competenza tecnica. Mattis era nel consiglio di Theranos in compagnia di altri calibri della politica statunitense: G. Schultz, ex segretario di stato dell'era Reagan; H. Kissinger (non ha bisogno di presentazioni); W. Perry, ex segretario della difesa con Clinton; S. Nunn, ex senatore e presidente della Commissione Servizi Armati, esperto di biosicurezza; Gary Roughead, Ammiraglio a riposo ed ex Capo delle Operazioni Navali. Per Mattis i think tank erano, tuttavia, un rifugio intellettuale, pediligendo la retorica politica all'ideologia e, fra quest, Hoover Institution (Stanford University) e, successivamente, il Center for a New American Security (CNAS). Trump lo sapeva?

M.T. ESPER (Segretario alla difesa ("Pentagono") 2019-2020): ex ufficiale militare, repubblicano e neocon. Il suo curriculum ideologico comprende: oppositore della dottrina trumpiana '"America first" e acceso sotenitore delle alleanze tradizionali come la NATO; sostenitore della competizione globale contro la Federazione Russa e la Cina; sostenitore, soprattutto, dell'ordine mondiale unipolare a guida USA, mediante la forte presenza militare in Europa, la strutturazione a tutto campo dell'apparato militare e la linea dura nei confronti dei rivali geopolitici; sosteneva la necessità di reti di alleanze collettive globali e unomultipolari, tutte, cioè, a guida USA; è stato il primo a voler imporre l'aumento al 2% del PIL per le spese della difesa, soprattutto in Germania, da lui ritenuta la maggior potenza europea. Collaborazione con i serbatoi di pensiero anche bipartisan: Aspen Strategy Group, Atlantic Council, McCain Instutute, US Global Leadership Coalition e nel 2020 Rand Corporation. Trump ne era a conoscenza?



La politica e la strategia estera USA erano completamente nelle mani di questi apparati, perfettamente integrati in tutti e 4 gli ingranaggi del deep state; fedeli all'unipolarismo a guida USA e fortemente interventisti in politica estera soprattutto, ma questo è irrilevante, di impostazione repubblicana, forgiata e gestita durante la precedente amministrazione dal 43° presidente USA G.H.W Bush (2001-2009), che volle come suo vice D. Cheney. C'è chi ha definito, e non si può non condividere stando ai fatti, la prima presidenza così: "Trump per i neocon è (è stato) un dono del cielo" (Limes, America contro tutti, n° 12, 2019), mentre Trump, unica scusante l'essere un outsider in politica, veniva impantanato nella interferenza russa e nelle fasi iniziali della pandemia COVID. 

Il presidente è passato; il deep state è rimasto ed è più forte che mai.

(continua).