Giacinto Auriti. Il professore ribelle

21.09.2026

Collana "Auritiana" - Centro Studi e Ricerca Cittadella, Pescara 2026, pp. 123. € 10

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di Sergio Saraceni

Auriti Giacinto, valore indotto, proprietà popolare della  moneta
Copertina del libro

"Giacinto Auriti: il professore ribelle" è un volume collettaneo pubblicato dal Centro Studi e Ricerca Cittadella nella Collana Auritiana, curata dal Comitato per la Sovranità Popolare "Giacinto Auriti". L'opera non è una semplice commemorazione per i vent'anni dalla scomparsa del giurista abruzzese (11 agosto 2006), ma un atto di testimonianza e un ponte verso il futuro.

Il libro raccoglie saggi, testimonianze e proposte di studiosi e militanti che hanno lavorato a lungo sul pensiero auritiano, in molti casi avendo conosciuto direttamente il Professore. Tra i contributi figurano la prefazione di Cosimo Massaro, il saggio di Gianni Ferracuti su Ezra Pound e Giacinto Auriti, quello di Luigi Copertino sulla spiritualità cristiana e il rapporto tra il sacro e la moneta, e l'intervento di Francesco Di Meco su democrazia integrale e società organica a contenuto umano, quello di Gerardo Rapini sulla proposta di Giacinto Auriti e l'ordine multipolare 1970-2026, e molti altri ancora. Il volume si chiude con la proposta di legge formulata dallo stesso Auriti sulla sovranità popolare della moneta.

Ma facciamo un passo indietro. Nato a Guardiagrele (Ch) il 10 ottobre 1923 e morto a Roma l'11 agosto 2006, Auriti fu avvocato, docente universitario e cofondatore della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Teramo, di cui fu anche preside. Insegnò diritto della navigazione, diritto internazionale, diritto privato comparato e teoria generale del diritto. Dopo una lunga serie di esperienze politiche e culturali, egli sviluppò dalle riflessioni di Ezra Pound e dalla dottrina sociale della Chiesa (in particolare dalla Rerum Novarum di Leone XIII), la teoria del valore indotto della moneta.

La tesi centrale è limpida e radicale: la moneta non ha valore intrinseco per le sue caratteristiche materiali, ma lo acquisisce perché la collettività la accetta in cambio di beni e lavoro. Poiché è la comunità a generare quel valore, la moneta dovrebbe nascere come proprietà dei cittadini e non come debito. Quando invece viene immessa nel circuito come credito bancario, gli istituti emittenti si appropriano di un valore creato socialmente. Da qui discendono la critica all'usura, la rivendicazione della sovranità monetaria, l'idea di un dividendo ai cittadini e la sperimentazione concreta dei SIMEC (Simboli Econometrici di valore indotto) a Guardiagrele nel 2000.

Perché questo libro è importante dunque?

Il volume è compatto, chiaro e non cade nell'agiografia. Rende giustizia a un pensatore scomodo al sistema, spesso emarginato o ridicolizzato dai difensori della Bce, che aveva posto con decenni di anticipo la domanda radicale: «Di chi è la moneta?». Attraverso le pagine rivivono i nuclei essenziali del suo pensiero: la visione multipolare ante litteram, il radicamento nella spiritualità cattolica, la capacità di tenere insieme diritto, economia e giustizia sociale, e la convinzione che solo restituendo al popolo la proprietà della moneta si possa realizzare una vera democrazia economica.

Il messaggio del professore ribelle di Guardiagrele resta attuale: in un'epoca in cui la moneta è strumento di dominio silenzioso piuttosto che mezzo al servizio dell'uomo, il lavoro di Auriti offre chiavi di lettura concrete e una prospettiva di alternativa. Il libro non si limita a ricordare; attualizza, ordina e propone. A tal proposito devono essere citati i capitoli di Vincenzo Angelini dal titolo "Dalla ricchezza prodotta al sistema monetario: verso la Moneta Reale sulle orme di Giacinto Auriti" e quello di Valerio Amico "La battaglia decisiva: spezzare la catena del debito con la moneta di popolo. Attualità del pensiero di Giacinto Auriti".

Per chi vuole capire le radici di certe battaglie sulla sovranità monetaria, per chi cerca un pensiero giuridico e cristiano coerente e per chi non si accontenta delle narrazioni "ufficiali" sulla moneta, il testo "Giacinto Auriti: il professore ribelle" è una lettura necessaria e stimolante. Un piccolo volume che fa molto, e che onora un professore che ha scelto di essere ribelle fino in fondo.