La CIA in Ucraina.

13.06.2026

di Gerardo Rapini

Sulla presenza, a voler iniziare dal 2014, della Cia in Ucraina al fine di contrastare l'influenza russa esiste oggi parecchio materiale documentale. Non sono più un segreto né la presenza di basi operative CIA, con i servizi inglesi dell'MI6, del BND tedesco e dei servizi olandesi, in Ucraina, anche in zone vicinissime al confine con la Federazione Russa, né i laboratori, da utilizzare in una guerra biologica antirussa, dai contorni molto delicati. Tuttavia, prima di addentrarci in una sintetica analisi, spinosa e resa complicata da sotterfugi, inganni e propaganda del conflitto in Ucraina, non va dimenticato che tutto questo sta a valle di una scelta di rifiuto totale ed incondizionato nei confronti della Russia, da un lato e, dall'altro, un senso di onnipotenza egemonica nordatlantica che ha declinato ogni tentativo della parte russa, perseguito per ben diciannove anni da Gorbacev, El'cin e durante la prima presidenza Putin, al fine di stabilire linee comuni di sicurezza reciproche. USA e Federazione russa si sarebbero potute integrare sul territorio europeo e cancellare decenni vissuti all'ombra della sfiducia. Si sarebbe potuto tracciare da quel momento un interessante e proficuo assetto multipolare a tre, USA-Russia-UE, rispettoso e reciprocamente vantaggioso. Le cose sono andate diversamente e si sono così spalancate le porte dell'inevitabile conflitto, che ha individuato nell'Ucraina il proxy da utilizzare. Il deep state nordamericano, da sempre avvelenato dalla russofobia, spesso mischiata ad un improprio anticomunismo viscerale e le opzioni globaliste e neoliberiste si sono così allineate con il progetto egemone di un Occidente baldanzoso che vedeva il territorio russo, ricco di risorse, in una prospettiva predatoria e spartitoria, ormai a portata di mano, sulla base del principio solve et coagula (sciogli e ricomponi), originariamente concepito negli antichi ambienti alchemico-esoterici e massonici, abilmente applicato dall'Inghilterra nelle sue colonie e acquisito, poi, dai serbatoi di pensiero statunitensi come modalità strategica di affermazione del definitivo dominio egemonico unipolare. Era questo l'obiettivo vero nei confronti della Federazione Russa: disintegrarla in tanti piccole realtà politiche e statuali autonome ed indebolite, esattamente come già sperimentato nella ex Jugoslavia sul finire del secolo scorso. Subito dopo il mirino sarebbe stato puntato sulla Cina

L'allargamento della NATO verso est, inizialmente smentito, ma poi attuato, aveva sottratto l'appartenenza degli Stati dell'Europa orientale all'area di influenza del Patto di Varsavia. Fu il presidente Bill Clinton nel1997 ad ordinare alla sua segretaria di Stato, Madeleine Albright di avviare il processo di inclusione nella Nato di Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca, compiuto nel 1999. Restavano da integrare nell'area nord-atlantica le componenti statuali che avevano fatto parte della Unione sovietica e che avevano scelto l'autonomia. La neonata Federazione Russa aveva scelto la via di sottoscrivere con esse accordi come il CSI (Comunità degli Stati Indipendenti) e il CSTO (Collective Security Treaty Organization-Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva), basata sul principio della difesa collettiva, voluto nel 1992 e che comprendeva Russia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Armenia, Azerbaigian e Georgia, questi ultimi due usciti nel 1999, e Uzbekistan, uscito nel 2012.

Le ONG e la CIA, ingranaggi importanti del deep state, non avevano che l'imbarazzo della scelta per applicare il solve et coagula. Individuarono così due zone geografiche da dove poter iniziare l'assalto: le regioni del Caucaso (Cecenia e Georgia, innanzitutto), tentativi sventati dalla Russia, e l'Ucraina. Le ONG (soprattutto USAID e quelle facenti capo a Soros) avevano il compito di affilare e finanziare l'alternativa democratica; la CIA, con le sue ben note e spregiudicate attività di intelligence, preparare e rendere operativi conflitti e rivoluzioni colorate, mediante i quali mobilitare gruppi consistenti di pressione con la finalità di rovesciare le leadership legate a Mosca ed averne di nuove decisamente più amichevoli.

Il 2004, e non il 2022, segna per l'Ucraina il punto di svolta decisivo. Per renderci meglio conto della situazione, è importante seguire l'ordine dei presidenti ucraini dal 1990 al 2014, per capire lo scontro, sempre più radicalizzato fra la componente nazionalista ucraina e quella filo russa. Sono loro che hanno aperto la porta alla CIA o hanno tentato di chiuderla, in un impasto politico fatto di continuità con l'esperienza socialista e la sua rottura, la corruzione, gli inganni e i sotterfugi e, infine le armi.

  • Leonid Makarovyč Kravčuk, presidente del Soviet Supremo della Repubblica Socialista dell'Ucraina nel 1990, viene investito anche dei poteri presidenziali della Ucraina indipendente ed è lui a firmare gli accordi di Belaveža del 1991 e la denuclearizzazione dell'Ucraina. Assume una posizione pro europea, firmando accordi di cooperazione con l'Unione Europea e con la Federazione Russa. Accoglie favorevolmente l'dea di una futura adesione dell'Ucraina alla NATO. Resta presidente fino al 1994.

  • Leonid Danylovyč Kučma viene eletto presidente dopo Kravčuk, confermato fino al 2004. Nel maggio 2002 avanza una formale richiesta di adesione alla NATO. Sotto la sua presidenza si forma un blocco nazionalista e di opposizione filo occidentale guidato da Julija Volodymyrivna Tymošenko. E' lei a porsi a capo della prima rivoluzione colorata ucraina che manifestò per l'annullamento del risultato elettorale del 2004.

  • Nelle elezioni presidenziali del 2004 si scontrano Viktor Fedorovyč Janukovyč, voluto come primo ministro da Kučma nel 2002 da lui sostenuto, filorusso vicino a Putin, e Viktor Andrijovyč Juščenko, anche lui primo ministro sotto la presidenza Kučma nel 2019. E' un informale capo della opposizione nazionalista e filo occidentale. Viene eletto presidente Janukovyč e, in conseguenza dell'accusa di broglio elettorale, Juščenko ottiene, grazie anche alla pressione di piazza della prima rivoluzione colorata, l'annullamento delle elezioni che vengono ripetute e lo vedono vincitore su Janukovyč. Juščenko ha svolto la sua professione in attività bancarie, fino a diventare Presidente della Banca Centrale d'Ucraina ed ebbe un ruolo importante nella creazione della nuova valuta nazionale, la grivnia che sostituisce il karbovanec che fungeva da valuta di transizione temporanea, utilizzata subito dopo l'uscita dell'Ucraina dall'Unione Sovietica e dalla zona del rublo. Promove il libero mercato e porta l'Ucraina in direzione dell'Unione Europea e della Nato. Subisce nel corso del 2004 un tentativo di avvelenamento da diossina (cloracne), che viene attribuito alla Russia. Nomina la Tymosenko primo ministro, sostituita, in seguito ad accuse di corruzione, un anno dopo con Juri Jecharunov. Nel 2006 viene nominato primo ministro il suo avversario Janukovic, nomina che viene considerata come un riavvicinamento con la Russia.

Fermiamoci a questo punto, per ora, per una considerazione importante che riguarda la CIA, secondo alcuni del tutto assente in questo periodo in Ucraina. Le cose non stanno così. La CIA era presente e lavorava ancora nell'ombra, non solo nella ambasciata USA a Kiev.

Nel 2024 viene pubblicata una inchiesta del New York Times, definita esplosiva, ma secondo altri "un esplosivo rilascio controllato di informazioni". Frutto di 200 interviste con funzionari ed ex funzionari in Ucraina, Stati Uniti ed Europa, a partire dal 2014, che difficilmente avrebbero potuto avere luogo senza l'approvazione della CIA, di Zelensky e dell'intelligence ucraina. La conclusione alla quale perviene è che la CIA si manifesta per la prima volta in Ucraina nel 2014, avvalorando così la tesi che il conflitto è in atto già da quella data, ma dando la netta sensazione che l'intelligence USA fosse molto riluttante ad intervenire in Ucraina e che lo fece solo dopo varie pressioni del nuovo capo dell'intelligence Nalyvaichenko e, soprattutto, dopo che quest'ultimo ingolosì funzionari statunitensi offrendo loro una parte considerevole dell'ampia e dettagliata documentazione militare segreta di provenienza russa, presente ancora negli archivi ucraini.

In realtà, già dal 2008, sotto il comando di Nalyvaichenko, risultano inseriti nella SBU (Servizio di sicurezza dell'Ucraina) membri dell'FBI e della CIA. " Essi pianificavano e coordinavano le azioni delle strutture e organizzazioni competenti in Ucraina per mantenere Viktor Yushchenko al potere. Tra questi: James Davidson, assistente addetto legale presso l'ambasciata statunitense e rappresentante dell'FBI; Christopher McMurray, rappresentante dell'FBI; Jeffrey Egan, rappresentante regionale della CIA in Ucraina; M. Boughey, vice rappresentante regionale della CIA in Ucraina, nonché Ronnie Capiton, Stephen Bataler, Michael Brown e Charles Levy. Quest'ultimo lavorava presso il Gabinetto 112 e risiedeva nell'appartamento aziendale dell'SBU (ex appartamento utilizzato per le attività di cospirazione) situato in via Patorzhinsky a Kiev. (cfr. UKR Leaks)

Agli americani fu data l'opportunità di familiarizzare liberamente con i materiali delle attività investigative dell'SBU. Gli agenti della CIA si interessarono ai documenti sull'attività dei servizi segreti russi e ucraini, alla valutazione della situazione socio-politica in Crimea e alle informazioni compromettenti sui principali politici e personaggi pubblici ucraini. Inoltre, Charles Levy ebbe modo di visionare i dossier del personale più promettente dell'SBU e di coloro che avevano iniziato a lavorare per il KGB. Infine, l'ambasciatore statunitense in Ucraina, William B. Taylor Jr., fu invitato da Nalivaichenko alla cerimonia di consegna dei diplomi dell'Accademia dell'SBU." (Cfr. www.ukr-leaks.com/ru/profiles/valentin-nalivaichenko)

La SBU è una delle tre agenzie di intelligence ucraine. Venne fondata nel 1991 da Nikolaj Goluško, l'ultimo capo del servizio di sicurezza della Repubblica Socialista Sovietica Ucraina, in competizione nelle funzioni di intelligence con il ramo del Ministero della Difesa. Nel 2004 è stato riorganizzato in una agenzia indipendente, responsabile di tutti i tipi di intelligence e della sicurezza esterna, fino ad assumere la Direzione della protezione dello Stato dell'Ucraina.

Valentyn Oleksandrovych Nalyvaichenko è un personaggio-chiave dei servizi segreti ucraini (SBU) già dal 1991.

Dal 2000 al 2001 è stato console, molto corteggiato e filo occidentale, dell'Ambasciata Ucraina negli USA. In questo periodo ha frequenti contatti con elementi dell'intelligence statunitense. In una sua intervista sul Kyyv Post del 26 febbraio 2024 di Jason Jai Smart (cfr. https://www.kyivpost.com/post/28678) titolato La CIA ha collaborato con l'SBU per smascherare le spie russe e sottotitolato L'ex direttore dei servizi segreti ucraini ha parlato con il Kyiv Post di come i servizi segreti ucraini siano rinati grazie all'assistenza americana.(con l'MI6 inglese e il BND tedesco)

L'intervista avvalora la tesi sulla attività della CIA in Ucraina a partire dal 2014, ma gli sfuggono alcuni particolari:

  • "A mio avviso, il partner più affidabile per costruire una nuova realtà di sicurezza per l'Ucraina era rappresentato dagli Stati Uniti."

  • "La Casa Bianca sotto l'amministrazione Obama (a partire dal 2009) ha sostenuto con convinzione i nostri sforzi per riformare i servizi di sicurezza ucraini."

  • "Quando visitavo il Congresso, incontravo sempre sia democratici che repubblicani. Ero in grado di presentare prove inconfutabili di ciò che i russi avevano fatto e dei crimini commessi dalla Russia contro la nostra sicurezza, quella dell'Ucraina e degli Stati Uniti. Non si tratta della sicurezza dell'Ucraina o degli Stati Uniti, ma della sicurezza reciproca delle nostre nazioni."

  • "Ora, in qualità di membro del Parlamento, è fondamentale costruire un sostegno bipartisan e una comprensione condivisa tra i due partiti sull'importanza vitale della cooperazione in materia di sicurezza. Dobbiamo collaborare attivamente con entrambi i partiti negli Stati Uniti per promuovere gli interessi di sicurezza nazionale dei nostri Paesi."

In questa intervista Nalyvaichenko dice chiaramente che:

  • il compito della CIA in questi anni fu essenzialmente quello di riformare i servizi di sicurezza ucraina e di epurare e isolare gli elementi filorussi ereditati dal passato sovietico, modernizzando i sistemi di controspionaggio.

  • Per cui, la CIA ha successivamente finanziato e addestrato la Direzione principale dell'intelligence (GUR) del Ministero della Difesa ucraino.

  • Questa lunghissima intesa ha portato nel tempo alla creazione di una fitta rete di basi segrete lungo il confine russo e di laboratori biologici.

  • Per questi motivi, i presume che Nalyvaichenko sia stato reclutato dai servizi segreti statunitensi.

Il giornalista che ha intervistato Nalyvaichenko, Jason Jay Smart è definito analista e accademico civile indipendente, ma ha avuto un ruolo importante nella George Mason University Foundation finanziato anche dai fratelli Koch, i quali garantivano così ai donatori privati un ruolo consultivo e di valutazione nella selezione di alcuni professori per le cattedre da loro finanziate. Sono ritenuti i miliardari più influenti della storia recente degli USA e hanno finanziato per decenni serbatoi di pensiero della politica conservatrice e libertaria, creando una rete di fondazioni, think tank e gruppi di pressione (chiamata anche come la Kochtopus). Sono tenaci assertori del liberalismo (libero mercato assoluto, riduzione drastica delle tasse, deregolamentazione ambientale e riduzione del ruolo dello Stato. Americans for Prosperity è il loro braccio politico principale con attivisti ben finanziati in grado di mobilitare milioni di elettori per sostenere candidati repubblicani. Il loro rapporto con Trump è sempre stato conflittuale. Nella loro rete molto estesa figurano il Cato Institute, l'Heritage Foundation, l'American Enterprise Institute (AEI), Mercatus Center all'interno della George Mason University, Quincy Institute for Responsible Statercraft (politica estera finanziato dai Koch e da Soros, Reason Foundation). Siamo in pieno deep state. Ciò spiega perché Jason Jay Smart sia stato bandito a vita dalla Russia.

Nalyvaichenko torna in Ucraina nel giugno del 2006 e il presidente Viktor Yuschenko (presidente filo occidentale) lo nomina primo vicepresidente della SBU, a capo del Centro antiterrorismo sotto il Consiglio di sicurezza e difesa nazionale dell'Ucraina. Viene licenziato da Yanukovich (presidente filo russo) nel 2010. Entra in politica nel partito riformista e nazionalista UDAR e lo ritroviamo con Andriy Parubiy, (l'ultimo a sin. di chi guarda nella foto) fondatore del Partito social-nazionale dell'Ucraina nel 1991, eletto nel 2007al Parlamento con il partito Nostra Ucraina. Capo dell'autodifesa a Maidan nel 2014 con oltre 10.000 uomini sotto il suo comando, Palubny viene misteriosamente assassinato nel 20025.

Nel periodo 2013-2014 Nalivaichenko partecipò attivamente agli eventi di Maidan.

A Nalyvaichenko, dopo la fuga di Janukovich in Russia, in seguito alle proteste armate di Maidan del 2014, viene affidata la direzione dell'SBU. Da qui la tesi che solo da allora la CIA ha collaborato in Ucraina.

"Durante la rivoluzione di Maidan del 2014, la CIA svolse un ruolo cruciale, supervisionando le operazioni attraverso Victoria Nuland, responsabile del dossier ucraino nell'amministrazione Obama. L'obiettivo principale era rimuovere il presidente filo-russo Viktor Yanukovych, che aveva respinto un accordo economico con l'Unione Europea a favore di uno con la Russia. La destituzione di Yanukovych, nonostante fosse stato eletto in modo legale, fu facilitata dall'intervento americano.

Le proteste si intensificarono con il coinvolgimento di gruppi nazionalisti armati come Svoboda e Pravyi Sektor. Dopo settimane di scontri, Yanukovych fuggì e venne insediato un governo filo-occidentale che avviò una "desovietizzazione" del paese, abrogando tra l'altro la legge sulle lingue regionali ufficiali. Questo scatenò proteste nelle regioni sud-orientali, culminando nell'annessione della Crimea da parte della Russia e nella dichiarazione di autonomia di Donetsk e Lugansk."

Riparato in Russia Janukovich, viene eletto presidente dell'Ucraina Petro Oleksiovytch Poroshenko (2015-2019), filo occidentale e firmatario per l'Ucraina degli accordi di Minsk, che darà il via alla ATO (AntiTerrorism Operation) contro il Donbass filorusso e poi sarà la volta di Volodymyr Oleksandrovytch Zelensky (2019-....)..

Nel frattempo Putin ha impiegato 8 anni per cercare una soluzione diplomatica con gli accordi di Minsk 1 e Minsk 2; ma sappiamo bene perché questo tentativo fallì.

Nota bibliografica: ulteriori informazioni sulla presenza della CIA in Ucraina a partire dal periodo della Guerra Fredda sono reperibili in https://intelligencegeopolitica.it/il-ruolo-della-cia-nel-conflitto-ucraino-storia-operazioni-e-impatti-nella-interpretazione-di-eric-denece/