Scritti sulla Tecnoribellione
di Sergio Saraceni
Antonio Finiello, Scritti sulla tecnoribellione, Centro Studi e Ricerca Cittadella, Pescara; Collana: Il Faro; € 10,40

In un'epoca dominata dal mito del progresso tecnologico indiscriminato, il volume "Scritti sulla Tecnoribellione", edito dal Centro Studi e Ricerca Cittadella, rappresenta un contributo di straordinaria attualità. Si tratta di una raccolta di testi che, pur avendo radici lontane, colpisce per la sua capacità di anticipare con lucidità disarmante i dilemmi del nostro presente.
Il pregio principale di quest'opera sta proprio nella provenienza dei suoi articoli fondamentali: scritti originariamente nel 1984 (ironia della sorte, come il titolo della celebre opera distopica di Orwell). A distanza di oltre quarant'anni, questi testi mantengono una forza e una preveggenza quasi profetiche. Mentre la maggior parte degli intellettuali dell'epoca celebrava acriticamente l'avvento del computer e delle nuove tecnologie come strumento di liberazione, i pezzi di Antonio Finiello qui raccolti avevano già individuato i rischi profondi di una tecnocrazia nascente e delle sue trame nascoste: la standardizzazione delle coscienze, la perdita di sovranità individuale e collettiva, la trasformazione dell'uomo in mero utente di sistemi progettati da altri sono solo alcune delle intuizioni all'interno del testo.
Lucidità ante litteram
Leggendo questi scritti si rimane colpiti dalla profondità dell'analisi. Già negli anni Ottanta veniva messa in guardia contro quella che oggi chiamiamo "distopia digitale": la riduzione della vita reale a vita virtuale, il controllo sociale attraverso la tecnica, la dissoluzione delle comunità naturali a vantaggio di reti impersonali e manipolabili. Temi che oggi sono drammaticamente attuali – dal transumanesimo alla censura algoritmica, dalla dipendenza da smartphone alla perdita di radici identitarie – erano già trattati con una chiarezza rara per l'epoca.
Ciò che rende unica questa raccolta non è solo la qualità degli articoli, ma anche il prezioso saggio finale curato direttamente dal Centro Studi e Ricerca Cittadella. Questo contributo contemporaneo offre un punto fermo essenziale: non si tratta di rifiutare in blocco la tecnologia (posizione sterile e perdente), bensì di affrontarla da un punto di vista identitario. Il Centro propone una tecnoribellione consapevole, che subordini lo strumento tecnico alla salvaguardia della persona, della comunità, della nazione e della Tradizione.
Viene delineata una via maestra: riconquistare il dominio sulla tecnica invece di esserne dominati, utilizzando gli strumenti moderni senza lasciarsi plasmare dal loro spirito disgregante. Un approccio che coniuga realismo e radicalità, evitando sia il tecno-entusiasmo ingenuo sia il luddismo romantico.
Un libro necessario
"Scritti sulla Tecnoribellione" è un testo che dovrebbe essere letto soprattutto dalle nuove generazioni, spesso nate già immerse nel mondo digitale e quindi più esposte ai suoi effetti dissolutivi. Offre categorie interpretative preziose per comprendere il tempo presente senza esserne sopraffatti.
Un volume agile ma denso di sostanza, capace di stimolare la riflessione profonda senza inutili astruserie accademiche.
In conclusione:
In un'Italia e in un Occidente sempre più asserviti alla logica tecnocratica e globalista, questo libro rappresenta un faro di resistenza intellettuale. Dimostra che è possibile ragionare lucidamente sulla modernità senza esserne succubi. Una lettura altamente consigliata a chiunque non voglia arrendersi al pensiero unico del "tutto è progresso".
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